Posted on: 26 Novembre 2020 Posted by: Redazione Comments: 0

Dal punto di vista architettonico cosa c’era nei paesi arabi prima dell’avvento dell’Islam, che si fa risalire al 622 (l’anno dell’Egira – Hijra)? Due sono le correnti di pensiero. Da una parte alcuni studiosi pensano ad edifici molto modesti, a povere capanne non pregevoli dal punto di vista architettonico né riscontrabili dalle evidenze archeologiche. Altri come Monneret de Villard portano un parere opposto: quello di una architettura invece apprezzabile con un contributo ellenistico e bizantino importante. Per capire questo passaggio ci viene in soccorso il Corano stesso che riporta numerose citazioni, nella storia del Profeta, di tipologie architettoniche delle popolazioni pagane che poi sono state riscontrate anche archeologicamente. Il Libro sacro ci parla per esempio della popolazione Thamud collegata al sito archeologico di Mada’in Salih, la città del profeta Sali, dove sono evidenti circa 80 tombe monumentali preislamiche scavate nella roccia.

Tombe di Madāʾin Ṣāliḥ, foto di Sammy Six, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Bisogna ricordare anche lo Haram Bilquis, il tempio dedicato alla regina di Saba, nell’attuale Yemen, un grande spazio circolare del diametro di circa 175 metri, cinto da un muro, al quale si accedeva da un portico quadrato introdotto da una serie di alte colonne. La Sura Saba riferisce anche di un’altra particolarità architettonica preislamica sempre in quel territorio: due sontuosi giardini per circa 9.600 ettari, che rappresentavano una meraviglia unica per le popolazioni di quel tempo. Questi giardini erano irrigati da una diga della lunghezza di 680 metri che prelevava l’acqua dal fiume Wabi Dana, un’opera di ingegneria idraulica notevole le cui testimonianze archeologiche sono tutt’ora evidenti. 

Veduta dei resti di Mar'ib, capitale del Regno di Saba. Foto di Di Tapatio at en.wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4022420

Infine possiamo parlare dell’edificio islamico più importante, la Mecca dove al centro c’è la Ka’Ba, la casa di Dio: il santuario musulmano più importante ha radici che risalgono al periodo pre-islamico seguendo un modello Etiopico impresso dalla ricostruzione dell’edificio cubico nel 608 ad opera di un certo Bakuma. Quindi da questi brevi esempi appare evidente un grande fermento architettonico anche nel periodo che precede la cultura Musulmana, sopravvissuto, in alcuni casi, fino ad oggi.

Pamela Stracci ©

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