Posted on: 5 Febbraio 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

Spesso ci si domanda come tutelare il proprio lavoro d’artista e valorizzarlo anche per ottenere una monetizzazione adeguata della propria produzione o un riconoscimento del proprio talento per sé stessi o da lasciare anche come eredità ai posteri. Quando l’artista non è più in vita, succede di sovente che gli eredi non sanno cosa fare con questo lascito: svenderlo velocemente a un rigattiere oppure valorizzare questi beni magari chiedendone la Dichiarazione di Interesse Culturale, un riconoscimento ufficiale della Sovrintendenza dei Beni Culturali? Dall’altra parte c’è chi compra arte e si domanda se il suo acquisto è tutelato e avrà valore nel mercato futuro, insomma se sarà un investimento proficuo oppure no.

Uno dei modi per rispondere e risolvere tali quesiti è l’Archivio d’Artista!

L’Archivio d’Artista nasce in primo luogo per ricostruire il proprio percorso che è uno dei passi più importanti per valorizzare la propria evoluzione artistica ma anche per tutelarsi da eventuali contraffazioni o copie non autorizzate da parte di terzi o contenziosi in merito alla paternità di un’opera. Inoltre è una raccolta sistematica, organica e ordinata che si basa sui principi di catalogazione museale che permette di produrre anche ai fini della vendita professionale il catalogo della propria produzione artistica. In questo modo si tutela il proprio lavoro anche nel futuro. Un Archivio d’Artista aggiornato con i relativi cataloghi della produzione (generali, ragionati ecc.) accompagnano in modo sereno la vendita e l’acquisto di un’opera e ne aumentano il valore e il codice d’artista, collocando la propria produzione nel mercato dell’arte in modo certo, univoco e professionale.

Naturalmente ci sono anche artisti che non sentono la necessità di procedere in questo modo: tutto dipende sempre dall’obiettivo che si vuole raggiungere.

L’Archivio d’Artista può essere un registro cartaceo sul quale un artista meticoloso annota i numeri in successione delle opere della sua produzione: il problema più frequente è che spesso rimangono incompleti o non aggiornati e assomigliano più a brogliacci che a registri. Ma può essere anche un database realizzato come una raccolta organica e informatizzata costantemente aggiornata, contenente le opere dell’artista, le caratteristiche tecniche, le immagini, le informazioni relative alla partecipazione in mostre, cataloghi, articoli, i passaggi di proprietà, le schede di prestito museale ecc. che può essere tenuto direttamente dall’artista oppure seguito in modo professionale dal curatore, dalla casa d’asta, gallerie ecc. che mediante la figura del critico potranno anche procedere alla autenticazione dell’opera e quindi certificare che l’opera stessa sia autentica. Il certificato di autenticità dovrà accompagnare poi l’opera ad ogni passaggio di proprietà. In questo modo, per il collezionista sarà garantito il valore futuro del suo acquisto e per l’artista l’attribuzione di un corretto valore nel mercato dell’arte e la garanzia che le opere non saranno disperse nell’oblio del tempo e dello spazio.

Pamela Stracci©

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