Posted on: 6 Febbraio 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

Introduzione all'artista

Pittrice romana, Pamela Stracci inizia sin da bambina lo studio e l’apprendimento delle tecniche del disegno e della pittura artistica. Dalla fine degli anni ’80 è allieva seguita da vari pedagoghi d’arte, tra i quali il M.o Ricci, in un percorso artistico affinato nel tempo con la pratica, la formazione e lo studio.

Naturopata, nei suoi lavori c’è un chiaro orientamento di come perseguire, anche in ambito artistico, il riequilibrio, il rilassamento e la concentrazione del corpo e della mente e nutrire la crescita dello spirito intelligente insito in ognuno di noi. Con il tempo accentua la necessità di una spiritualità, sentita e ricercata, da racchiudere in ogni dipinto, per una rappresentazione che è incontro tra figurativo e concettuale, caratteristica distintiva dei suoi quadri. Ogni opera mai banale, cela rappresentazioni di significati trascendenti, un’arte esperienziale per cogliere il segreto più profondo di una emozione.

Personaggi sognanti rappresentano una ricerca di interiorità. Riferimenti espliciti alle sue figlie, “muse ispiratrici di sempre nuove emozioni e orizzonti”, sono chiaramente rappresentati nelle opere che propone in un continuum di passato e futuro che si realizza nella vita presente.

L'artista Pamela Stracci

Biografia e attività artistica

Dal 2012 insegna tecniche artistiche e archeologia presso varie associazioni del territorio e presso le scuole ricevendo ampi consensi tra i giovani.

Dal 2015 al 2017 ha ideato e curato per un Ente pubblico gli “Incontri di Archeologia del Territorio” presso le scuole.

Pamela dal 2015 è direttore artistico della APS Il Mandorlo d’Oro, associazione di promozione sociale della Regione Lazio, dove si dedica da tanti anni e con successo ad insegnare archeologia e arte pittorica in particolare a bambini e ragazzi: “lo studio del passato e lo sviluppo del pensiero creativo come forma di rivoluzione contro una modernità che vuole i nostri figli sempre in continua competizione e superficialità”. Come direttore artistico ha curato e organizzato varie mostre d’arte che hanno riscosso ampio successo sia da parte degli artisti coinvolti che dal pubblico. La rassegna annuale da lei curata e organizzata “Ragazzi in Arte”, patrocinata dalla Città di Ladispoli riscuote molti consensi ed è ad oggi alla sua quinta edizione (dal 2015).

Dal 2020 è direttore artistico della Associazione Quia una nuova realtà che si prefigge come scopo principale quello di sostenere gli artisti soci nel loro percorso e sviluppo artistico e dove l’arte è intesa in tutte le sue forme (pittura, scultura, fotografia, poesia, narrativa, musica ecc.).

Nella vita è progettista, responsabile di opere pubbliche in un Ente pubblico da oltre vent’anni: il disegno tecnico fa parte della quotidianità ma sente l’arte come la massima espressione di libertà. Dalla pubblica amministrazione è pregiata del ruolo professionale di Referente della innovazione archeologica e responsabile del settore archeologico. Il disegno archeologico è un altro punto forte della sua formazione e preparazione professionale. Ha fatto parte inoltre di varie commissione artistiche per enti pubblici anche con la qualifica di Presidente: tra gli ultimi incarichi quello di Presidente della commissione per la manifestazione d’interesse per la “Realizzazione, installazione, manutenzione e gestione a titolo gratuito di opere artistiche e relative finiture accessorie su aree verdi ed altre aree pubbliche del comune di Ladispoli” (2020-2021).

Esperta in Beni Culturali ha curato varie iniziative nella pubblica amministrazione, come la Valorizzazione delle dimore, ville, complessi architettonici e paesaggistici, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico della Regione Lazio ai sensi della L.R. 20 giugno 2016, n 8 ma anche il restauro e la manutenzione di beni artistici e archeologici tra i quali il restauro dell’ancora sita in Largo Capitaneria di Porto a Ladispoli, della fontana del Capitello Piacentini, il sito archeologico romano della Villa della Grottaccia e del complesso termale del sito archeologico in località Palo, la partecipazione a scavi archeologici tra i quali il complesso del Bronzo in località Campi di Vaccina e del Castellaccio dei Monteroni.

Nel 2020 ha ideato, curato e illustrato insieme ad alcuni componenti del team Quia lo Speciale Natale de L’Ortica del Venerdì.

Scrive articoli di attualità, storia, archeologia, tradizioni e arte sul settimanale di cronaca, cultura e società L’Ortica del Venerdì, ha collaborato alla rivista specializzata in enogastronomia Il Punto Magazine come esperta di cucina antica, storica, archeologica e astronomica ma anche come esperta di tradizioni, storia e archeologia. Collabora dal 2020 con Quia arte, archeologia e antiquariato.

Ha esposto ed espone in varie mostre e gallerie d’arte riscuotendo ampio successo da parte del pubblico e della critica. Una delle sue opere, tassello di una collettiva d’arte monumentale, è acquisita ed esposta in modo permanente presso il Municipio della Città di Ladispoli.

Selezione di opere dell'artista (clicca sull'immagine per ingrandirla)

Antologia critica

“Nella produzione a olio o acrilico, l’artista sviluppa una poetica ricca di connotazioni simboliche e richiami iconografici, mostrando da una parte una forte e studiata volontà di celebrare in modo quasi profetico, l’esperienza umana, e dall’altra una ricerca costante di penetrare i sentimenti e farli emergere con tinte vibranti dalla tela. Nella produzione acquerellista, l’artista manifesta un’intimo desiderio di tornare all’infanzia, a un mondo incorrotto e sognante. Nascono così scene campestri, marine, scorci, dove l’elemento umano, laddove presente, è calato nel paesaggio in un’armonica coesistenza con esso. Il colore si fa considerevolmente acquoso, e grazie alle velature, la profondità tonale sfonda il foglio conducendo l’osservatore in un mondo palpabile ed estatico. Nell’acquerello, dagli innegabili tratti autobiografici, l’artista Pamela Stracci, trova un insuperabile strumento col quale immergersi nei ricordi, nei luoghi e nelle persone di un mitico piccolo mondo antico, fatto di gesti gentili e di comunione con la natura, in un sentimento di appartenenza e gratitudine che coinvolge l’osservatore e lo invita a lasciare che le proprie antiche memorie riaffiorino, tingendo di una vivace serenità la propria esperienza estetica.”  Moreno Stracci

“Una pittura pregna di variegate e complesse implicazioni sentimentali, si proietta nel bacio materno per svelare la sfera affettiva in una rappresentazione figurativa che diviene visione interiore e fantastica, dove il brillante cromatismo insegue sulla concretezza dell’amore il racconto umano, dando significato all’emozione che sfida luoghi e tempi per un nuovo stile d’arte.” Carla D’Aquino Mineo

“Per lei dipingere un quadro significa far nascere un dubbio o innescare una passione. Amante dell’India e della sua spiritualità, Pamela Stracci, pur dichiarando evidenti riferimenti iconografici, sviluppa in modo personale e mai banale una tematica fondamentale: l’amore. Complimenti” Sofia Falzone

“Un chiaro invito a lasciarsi coinvolgere all’interno dell’opera, a lasciarsi portare senza remore in quel mondo sognante della mente e dell’attrazione che non sempre si manifesta come concreto e definito” Sofia Falzone

“Due volti campeggiano sulla superficie dell’opera, lui ha i capelli rosso fuoco e lei azzurro acqua marina, lui guarda con sguardo intenso, lei ha gli occhi chiusi, guarda all’interno. La struttura compositiva è rigorosamente speculare, all’interno di un triangolo che ha il vertice sul punto mediano del lato superiore del quadro, si sviluppa tutta la tessitura dell’opera, al centro uno sfondo arabesco nasconde il segreto del vaso, basta girare l’opera per scoprire il vaso dorato. L’intreccio tematico e la soluzione compositiva ricordano figure arcaiche dell’India o della Mesopotamia.” Armando Profumi

“In un’epoca, la nostra, esulcerata da un vagare illusorio e disumano, fermarsi davanti a un istante di semplice, innocente meraviglia è un richiamo verso un’umanità fatta di piccole cose, di gesti gentili, di gratitudine, di comunione con la natura, che disegnano, umili, il piccolo mondo antico di questa fanciulla divertita e compiaciuta d’essere nido sicuro per la vita che nasce. Un messaggio, dunque, chiaro e possente, consegnato, per volontà dell’artista, con garbo e benevolenza, lieve come la mano che si appresta a velare il foglio” Moreno Stracci

“È impossibile non lasciarsi sedurre dalla incantevole dolcezza di questa deliziosa bambina che osserva divertita e meravigliata cosa accade sopra la sua testa alzando gli occhi, un sorriso coinvolgente il suo, reso come l’insieme da Pamela Stracci con notevole ed invidiabile capacità metanarrativa tanto da portare alla ribalta, velatura dopo velatura, una raffigurazione emozionante e assolutamente sincera.” Simone Fappanni

“Sono due volti paralleli quelli che Pamela Stracci raffigura nel quadro “La consapevolezza dell’amore”. Due volti che sembra non si possano avvicinare ma che al contrario confluiscono nell’amore rappresentato dalla pisside che si vede capovolgendo i l quadro. Ispirato al mito di Sherazade l’opera si avvale dunque di un profondo simbolismo e di una vena espressiva connotata da tinte iridescenti.” Simone Fappanni

“Le opere di Pamela Stracci sono veri e propri racconti per immagini. Si tratta di narrazioni mai banali o didascalici in quanto in essi si evidenziano affascinanti percorsi simbolici in seno ai quali l’artista propone un’attenta riflessione sul esserci nel mondo, prendendo volutamente a prestito le parole del filosofo Martin Heidegger.Una figurazione strutturata secondo misure compositive converge la robustezza del colore e la preziosità della forma, la pittrice romana sperimenta sentieri espressivi dove l’essere umano andato da un’atmosfera senza tempo che consente a chiunque di immedesimarsi nei soggetti rappresentati. Negli acquerelli come nelle opere eseguite con altre tecniche si ha infatti la netta sensazione di trovarsi al centro la meditazione perspicace sul vivere. Pamela ha infatti il dono di evocare, mediante precise scansioni cromatiche, un universo in cui il segno grafico si sposa perfettamente con quello raffigurativo, in un’alternanza che offre infiniti spunti introspettivi. Tenendosi opportunamente lontana da un linguaggio criptico o, peggio ancora, autoreferenziale, l’artista declina con passione temi e soggetti davvero originali immediatamente riconoscibili nei quali ogni elemento non è mai meramente accessorio, ma contribuisce in maniera inequivocabile alla resa complessiva dell’opera” Simone Fappanni

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