Posted on: 16 Febbraio 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

Ci troviamo in pieno Carnevale e chi di noi non ha degustato queste semplici ma gustose sfoglie zuccherate? In ogni regione vengono chiamate in modo diverso: frappe, cenci, chiacchiere, bugie, frappole, frappe, galani, frittole e crostoli. Qualsiasi nome assumano, resta il fatto che è un dolce amato da grandi e piccini.

Le chiacchiere hanno una storia che si perde nella notte dei tempi. Si narra che fin nell’antica Roma durante i Saturnalia (festa simile al nostro Carnevale), le matrone erano solite preparare dei dolci a base di uova e farina di farro, fritti nel grasso di maiale e cosparsi di miele: le frictilia, che venivano poi distribuiti alla folla per le strade in festa.

La storia delle chiacchiere è avvolta da miti e leggende; quella napoletana è tra le più avvincenti e nasce alla corte della Regina Margherita di Savoia.

Si racconta che la Regina aveva ospiti e, “chiacchiera che ti richiacchiera” il tempo passò e lei fu assalita da una gran fame. Chiamò il pasticcere e gli ordinò di preparare velocemente un dolce per allietare il suo palato e quello dei suoi invitati. Il povero pasticcere, preso alla sprovvista, altro non aveva a disposizione che farina uova, grasso di maiale e miele. Così, in fretta e furia tirò una sfoglia sottile, la frisse nello strutto e per addolcirla la cosparse di miele. Da quel giorno queste golose sfoglie vennero chiamate chiacchiere:

“LE CHIACCHIERE DELLA REGINA”. Buon Carnevale a tutti!

Ambra Frezza©

Autore ignoto, Umberto e Margherita a Napoli (XVIII secolo)