A cura di 

Pamela Stracci (Curatrice d’arte ed esperta in Beni Culturali) 

Moreno Stracci (Storico e critico d’arte, linguista)

L'artista si presenta

L'artista Elvira Fatti

Sono nata a Gussago in provincia di Brescia. Da sempre la mia innata esigenza comunicativa mi ha avvicinata a diverse discipline artistiche. Inizialmente è stata la poesia, il bisogno imperioso di manifestare un mondo caotico di emozioni era indispensabile per la mia sopravvivenza. 

Al mio quattordicesimo compleanno è arrivato il regalo più azzeccato della mia vita, quello che ha determinato una svolta nella scelta del mezzo espressivo più consono, un set completo per dipingere a olio e un cavalletto. Così, come scrive J. Hillman (psicoanalista e filosofo statunitense, 1926-2011), la mia anima mi ha condotta a trovare la “ghianda” per realizzare la mia vera natura e realizzare il talento a cui sono stata destinata in questa vita. Da quel giorno la pittura e il disegno mi hanno accompagnata ogni giorno, nella buona e cattiva sorte, una forma terapeutica per la mia anima. 

Varie vicissitudini mi hanno portata ad un percorso artistico prevalentemente da autodidatta, non avendo avuto la possibilità di frequentare prima un liceo artistico e successivamente l’accademia, come sarebbe stato mio desiderio.

 Nonostante ciò, non è passato giorno che io non dipingessi o cercassi di migliorare le tecniche imparando da altri artisti, seguendo i loro insegnamenti o suggerimenti, ma anche facendo di testa mia, assecondando il mio spirito ribelle. 

Il lavoro principale della mia vita è stato quello d’infermiera, due anni fa ho preso la decisione di licenziarmi per poter finalmente dedicarmi completamente alla mia passione. La ghianda ora potrà diventare quercia. Così, da opere iniziali che esprimevano i miei disagi esistenziali, piene di rabbia, cupe e tristi, sono passata ad opere solari, mistiche, poetiche che parlano di bellezza e spiritualità – il mio percorso interiore ha mutato la mia arte, il suo scopo, la sua ragion d’essere. Ho scoperto la mia fonte spirituale tramite letture e la pratica meditativa, un nuovo mondo fatto di consapevolezza, bellezza, gioia, incanto e poesia ha aperto la strada al il mio vero Sé.

Visione artistica

Sono fermamente convinta che, ora più che mai, vi sia bisogno di un’arte terapeutica che trasmetta energia, poesia e bellezza, un’arte che ci faccia ritrovare il nostro vero posto nell’universo. Dipingere diviene un atto alchemico di trasformazione dove interno ed esterno sono in completa armonia, ogni opera acquista una sua storia personale con i messaggi criptati dell’anima, dove emergono simboli e archetipi collegati alla mia vera essenza.
Il mio soggetto per eccellenza è la figura femminile, di qualsiasi cultura o nazionalità: voglio esplorare, comprendere, rappresentare il suo mondo in tutte le sue sfaccettature, in una ricerca simbolica ed intimistica della visione femminile espressa in tutta la sua delicatezza e sensibilità.
Prediligo la tecnica olio su tela, ma amo molto anche il disegno a matita (che abitualmente eseguo su tavola) e quello con inchiostri di china su carta.
La mia arte è un continuo divenire, uno specchio interiore che riflette una realtà esterna filtrata dalla visione della mia anima in questo percorso terreno.

Video della mostra personale

Recensione critica
a cura del Dott. Moreno Stracci

L’arte di Elvira Gatti trova la sua legittimazione nella ricerca costante di significati dalla chiara sostanza spirituale e universalistica.

Le sue opere si presentano come mezzo e testimone dell’esigenza della pittrice di indagare la propria visione dell’esistenza, di spingersi nel proprio inconscio e permettere a ricordi, desideri e impressioni di risalire verso la coscienza, attraverso un percorso che sublima la realtà materiale, e apre così la strada a viaggi interiori dal sapore sciamanico. Il risultato è una serie di immagini antiche e universali che mostrano la volontà di trascendere l’esperienza personale, per abbracciare il mondo dell’inconscio collettivo, al centro del quale troviamo l’archetipo della donna. Una donna che richiama la figura di arcaiche sacerdotesse  dedite al culto della Dea Madre: estraniate dalla realtà e dalle sue implicazioni fenomenologiche, le donne di Elvira Gatti ci appaiono come entità sottili, di natura autopoietica, raccolte in un intimo e costante ascolto del cosmo e dell’energia universale che permea l’Essere e ne permette l’esistere e il persistere. Cade, così, l’illusione della separazione tra la coscienza individuale e quella cosmica, tra l’io e l’altro;  lo spazio e il tempo si fondono nell’unica realtà che l’anima comprende, e nella quale si riconosce: l’infinita eternità della vita, verso la quale le donne della Gatti, e dunque l’artista stessa, tendono, con un slancio mistico profondissimo, nel desiderio di fondersi e dissolversi nel liquido primordiale per poi rinascere come enti di luce pura e incorruttibile.  

Le opere suggeriscono un’inequivocabile familiarità dell’artista con il mondo spirituale e misterico: il messaggio che veicolano è sostenuto in modo esatto e suggestivo da un’iconografia studiata che, da una parte supporta l’artista nel processo di simbolizzazione del proprio vissuto, e dall’altra fornisce all’osservatore uno strumento potente con il quale intraprendere un cammino che lo condurrà, grazie alla catartica immedesimazione della propria anima col messaggio delle opere, ad autoripararsi e infine a riconoscersi.

L’iconografia di Elvira Gatti rivela, seppur nell’individualità compositiva di ciascuna opera, un grado di coesione che permette di identificare un nucleo di idee ricorrenti. Ritroviamo, ad esempio, il concetto dell’eterna rinascita, simboleggiata dalle farfalle, dalle api e dalla rondine (ma anche dal loto), animali che richiamano, inoltre, gli aspetti femminili della vita, la fecondità, l’anima, la purezza e la leggerezza, e infine l’ideale del viaggio e della rinascita, ognuna tuttavia con sfumature di significato diverse: le farfalle evocano la caducità della vita materiale e la metamorfosi, e assumono qui il ruolo di sorelle capaci di elevarci e sostenerci nel percorso di crescita e rigenerazione; le api rammentano il nutrimento per l’anima e l’operosità necessaria per salire la scala dell’evoluzione spirituale (entrambe simboleggiate, altrove, dall’Asso di Coppe), e vengono poste dalla Gatti su quello che le tradizioni orientali chiamano Anahata, o chakra del cuore; la rondine, infine, sollecita la coscienza a liberare l’anima, spesso sacrificata ai dettami della vita quotidiana, con i suoi illusori appagamenti ma anche con i pregiudizi che guidano molte delle nostre azioni e allo stesso tempo ci ingabbiano, e che la Gatti rappresenta con dolorosissimi rami spinosi, fili e reti metalliche.

Troviamo poi simboli come l’Esagramma, composto da due triangoli intersecati e con i vertici opposti, segno cabalistico che rappresenta l’unione tra il cielo (il divino) e la terra (la vita materiale), e concetto chiave delle tradizioni filosofiche orientali, in particolare induiste e taoiste.

Le rappresentazioni dell’Esagramma rintracciate in antichi templi induisti indicano il perfetto stato meditativo e di equilibrio tra l’essere umano e il divino, tra le forze di manifestazione e liberazione, attraverso il quale raggiungere l’illuminazione. Equilibrio che le donne di Elvira Gatti mostrano di ricercare o aver raggiunto, ognuna secondo la propria natura.

Molte sarebbe le altre considerazioni di natura spirituale, simbolica, estetica e tecnica che l’arte di Elvira Gatti meriterebbe; sta di fatto che la fruizione delle opere di questa talentuosa artista non può avvenire attraverso uno sguardo veloce o una semplice ammirazione. L’arte di Elvira Gatti chiede, generosa, all’osservatore di spogliarsi della materialità, di lasciare che il velo dell’illusione cada, affinché la propria anima possa vibrare simpateticamente con l’anima dell’artista, e così facendo, condividere con lei parte del meraviglioso viaggio alla riscoperta della propria essenza.

 

Dott. Moreno Stracci,

Storico e Critico d’arte, Linguista

Maestro di Discipline Spirituali

Galleria delle opere
(Clicca per ingrandire le immagini)

Curriculum artistico

1978

Mostra personale Abbazia di Rodengo Saiano (BS)

1984

Mostra collettiva Sala civica Torbole Casaglia (BS)

1990

Mostra personale sala Nicolini Travagliato (BS)

2004

Selezionata alla mostra internazionale arte contemporanea premio “La Portella” con l’opera “Radici” L’Aquila

2005

Mostra personale “Percorsi infiniti” Torbole Casaglia (BS)

Partecipo con un’opera alla rassegna “Don Chisciotte” organizzata dalla rassegna artistica itinerante bresciana

2006

Partecipo con un’opera alla rassegna “Gocce di luna” rassegna artistica itinerante bresciana

Collettiva a Cizzago Comezzano (BS)

2007

Partecipo alla costituzione dell’associazione artistica “arteviva” cultura ed arti visive in Franciacorta Passirano (BS)

Bipersonale “parole opere emozioni” Galleria “Galleria e Restauro” Crema (CR)

2008

Mostra collettiva per il 60° anniversario della dichiarazione dei diritti umani sala civica Passirano (BS)

2009

Mostra collettiva ” Il mito della velocità nella città delle mille miglia” museo mille miglia (BS)

Mostra collettiva “veleggiando” ex municipio Gargnano (BS)

Mostra collettiva “Art Mater “ Arteindaco sala Gioia Nova Milanese (MI)

Mostra collettiva ” Ad un tratto mi ha sorriso” messaggi artistici per le nuove generazioni ospedale dei bambini “Ronchettino” (BS)

Collettiva “I love beauty” frammenti di new image Museo Santa Giulia (BS)

2010

Collettiva ” Veleggiando” percorsi artistici e nautici Biblioteca internazionale per ragazzi E. De Amicis (GE)

Collettiva “Gli universi di bottega indaco” Palazzo Oddo Albenga (SV)

Collettiva “Friend’s face” sala S.S. Filippo e Giacomo (BS)

Collettiva “L’arte della speranza” piccoli grandi doni al centro di ognuno di noi progetto natalizio a sostegno dell’ANT (BS)

2011

Bipersonale “Universi paralleli” Palazzo Avogadro Sarezzo (BS)

Collettiva Galleria Manzoni Darfo Boario Terme (BS)

Collettiva “Anatomica, il corpo e la mente” gruppo artisti Bagnolo Mella Palazzo Bertazzoli, Bagnolo Mella (BS)

2012

La mia opera “Crescendo” diviene copertina del Cd “Crescendo” di Irene Fargo, con il riconoscimento di miglior copertina dell’anno in Canada

Collettiva “Elemento carta” gruppo GABM Palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

2013

Collettiva Art’è Natale sala Bcc Agrobresciano via Triumplina (BS)

Collettiva “Cantine in Villa” villa Lechi Erbusco (BS)

Collettiva “Terra Aria Acqua e Fuoco” palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

2014

Collettiva “Fragile” Palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

2015

Collettiva “Natural-mente” Palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

Collettiva associazione arteviva Galleria Cremabook (CR)

2016

La mia opera “M’llumino d’immenso” diviene copertina del cd “Il cuore fa” di Irene Fargo

Collettiva “L’amore esiste” Palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

2017

Collettiva “Connessioni” Palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

2018

Bipersonale “Il colore e l’incanto” sala delle Losanghe Ospitaletto (BS)

Esposizione alla sagra del gelso Abbazia Olivetana Rodendo Saiano (BS)

Esposizione alla festa dell’uva Gussago (BS)

Collettiva “Spiragli” Palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

2019

Esposizione alla sagra del gelso Abbazia Olivetana Rodengo Saiano (BS)

Collettiva “Oltre” palazzo Bertazzoli Bagnolo Mella (BS)

Esposizione Sagra del Gelso presso Abbazia Olivetana Rodengo Saiano (Bs)

Esposizione per l’iniziativa “Le memorie della vita prenatale” auditorium San Salvatore, Rodengo Saiano (BS)

Esposizione “Notte Magica “ Lograto (Bs)

2020

L’opera “E torneremo ad abbracciarci” viene scelta come copertina del brano “Vinceremo noi” per l’iniziativa #aiutiAMObrescia

Collettiva “Parole” Palazzo Bertazzoli (Bs)

2021

Prima classificata al concorso “Condividiamo l’arte” organizzato da A.C. Quia – gruppo FB QUIA Arte

Mostra personale “Armonie Cosmiche” organizzata da Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di A.C. Quia.

©Tutti i diritti per le immagini e i testi riservati. Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo e per qualsiasi scopo. I lettori che volessero condividere la presente mostra, possono farlo ESCLUSIVAMENTE condividendo la pagina tramite i pulsanti di condivisione. Per segnalazioni su usi non autorizzati delle immagini e dei testi presenti, contattare l’Associazione culturale Quia, tramite il MODULO DI CONTATTO.