Posted on: 23 Marzo 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

L'Arte raccontata da chi la crea

Come è nata la sua passione per l'arte?

La creatività è innata e inizia a manifestarsi da subito. Che avessi il desiderio di disegnare oltre l’ordinario dettato dai normali compiti da bambini, me ne accorsi in seconda elementare credo, quando, in occasione del Natale, la maestra del doposcuola assegnava ad ognuno di noi un personaggio del presepe da disegnare; lei infine li assemblava in un unico grande cartellone appeso alla parete della nostra aula. Mi ricordo la porporina rossa, mi ricordo il personaggio del pastore e di una mia immensa gioia. 

Oppure quando chiedevo a mia nonna Lucrezia un po’ di impasto del pane e lo utilizzavo per creare animali che diventavano i protagonisti delle mie storie, seduto sui tre gradini della cucina.

Quali sono i grandi maestri che ammira?

Ammiro molto Emil Nolde per come utilizza il colore. Adoro Marc Chagall per la sua poetica, per come riesce ad integrare realtà e sogno, per l’atmosfera di grande intimità che evocano i suoi dipinti. Amo Annunziata Scipione, mia conterranea, la cui storia mi ha molto ispirato. Ma ha fatto capire che il fuoco dell’Arte brucia nonostante tutto. Amo Ligabue per l’istintività.

Qual è la sua tecnica preferita?

Al momento non ho una tecnica che preferisco. Credo che sia importante il messaggio, le tecniche devono essere ad uso dell’artista, non il contrario.

Cosa prova mentre crea?

Mentre creo provo appagamento, finalmente posso dare forma ai miei pensieri. E’ una vera e propria esigenza.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere con le sue opere?

Dipingo i miei sentimenti e i miei pensieri, coadiuvato da animali, donne, dalla mia stessa immagine. Non vuole essere una autocelebrazione. Credo che analizzando se stessi si possa meglio comprendere il mondo circostante. 

Madame nella canzone “Voce” scrive:

“(…) L’ultimo soffio di fiato 

Darà la voce a quella che è l’unica cosa più viva di me

Voglio che viva a cent’anni da me

Perché in giro mi chiedon di me

E mi chiedo di te anch’io (…)”.

Vorrei che la mia pittura oltrepassasse il mio tempo, lo so, è alquanto ambizioso. 

Quali sono i suoi prossimi progetti come artista?

In questo periodo sto sperimentando la pittura materica con spatola utilizzando come supporto la tela e come materia, composti poveri, che mi ricordano la terra, in una sorta di interazione primitiva dove non sono importanti le forme, quanto piuttosto come i colori vengono miscelati. Non credo sia astrattismo, ma più che altro arte emozionale.

©Intervista rilasciata a A.C. Quia e autorizzata alla pubblicazione il 16 marzo 2021. Vietata la riproduzione. I lettori che volessero condividere la presente intervista, possono farlo ESCLUSIVAMENTE condividendo l’articolo tramite i pulsanti di condivisione.

Grazie Alfredo