Posted on: 25 Novembre 2020 Posted by: Redazione Comments: 0

Acquarellista della corrente dei Realisti e fotografo, Roesler (Roma, 1845-1907) è stato un pittore tra i più attivi del suo tempo sia in Italia che all’Estero, e uno dei fondatori della Associazione Acquarellisti Romani, nata nel 1875. Inizia la sua formazione artistica  relativamente giovane, a diciotto anni, prima studiando nella Congregazione dei Fratelli delle scuole cristiane a Roma e poi all’Accademia di Santa Lucia. Frequenta, anche per lavoro, gli ambienti inglesi e risente chiaramente degli influssi culturali e artistici d’oltre manica, in un periodo che riflette ancora il fascino del Grand Tour, quella consuetudine, nata nel XVII secolo che portava molti aristocratici europei a visitare per lunghi periodi i luoghi della cultura, l’Italia in particolare, e apprenderne la politica, l’arte e le antichità. Famosi rimangono i viaggi di Goethe, Montaigne e Stendhal. Quest’ultimo, uscendo dalla Basilica di Santa Croce in Firenze, sopraffatto dalla bellezza, ebbe un malore che così descrive: 

Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. Una sensazione che poi passerà alla storia con il nome di Sindrome di Stendhal

Ettore Roesler Franz, Torre delle Milizie e Santa Caterina da Siena

In questo clima culturale, si inserisce l’opera di Roesler e la sua passione Roma, le sue piazze, i suoi scorci, le sue rovine, che immortalerà in moltissime opere confluite, poi, in una raccolta di 120 acquerelli che lo ha consacrato all’immortalità: Roma pittoresca – Memorie di un’era che passa. Roma, la città eterna, viene celebrata così da Roesler in un tripudio di forme e colori sognanti, con una tecnica capace di rendere le atmosfere della città, la trasparenza del cielo e del Tevere, quest’ultimo tanto caro al pittore perché simbolo della vita che scorre. Roesler ebbe, fra gli altri, due grandi meriti:

        Aver immortalato una Roma che da lì a poco sarebbe cambiate per far posto alle istanze della modernità I suoi acquerelli sono per noi una fonte preziosa per comprendere la vita e i costumi dei romani del tempo e per la ricerca archeologica.

 

        Aver mostrato all’Italia le potenzialità della tecnica dell’acquerello, all’epoca ancora considerata inferiore rispetto alle tecniche storiche, facendo propria la tradizione acquerellista britannica di pittori come John Robert Cozens, Thomas Girtin, J.M. W. Turner e Thomas Gainsborough.

Ettore Roesler Franz, Sponda del Tevere alla Regola

Gli acquerelli di Roesler sono oggi conservati nella collezione Roma Sparita del Museo di Roma in Trastevere, di piazza Sant’Egidio. La collezione è composta da 119 opere, alcune delle quali esposte
permanentemente. L’acquerello mancante, la raffigurazione di Palazzo Mattei alla Lungaretta, fu smarrito
a Colonia nel 1966 durante una mostra.

 

Pamela Stracci ©

 

 

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