Posted on: 10 Febbraio 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

L'Arte raccontata da chi la crea

La scrittrice Ambra Frezza

Come è nata la sua passione per l'arte e la scrittura?

Da sempre ho amato l’arte e le sue molteplici sfaccettature e fin da giovanissima ho amato scrivere; sono stata una maestra elementare e sono tuttora Presidente di una associazione culturale, e per tali motivi ho sempre avuto a cuore il benessere dei miei interlocutori. Tuttavia, è nell’età adulta che ho sentito la necessità di scrivere un romanzo, sì avventuroso e pieno di suspense che potesse allietare i miei lettori ed indirizzarli ad amare la lettura, ma nel contempo che inviasse messaggi sulla morale, sui valori della vita, così da produrre nell’animo di chi legge, specialmente nei giovanissimi, sentimenti positivi, costruttivi e favorevoli, nella convinzione che il male si può sconfiggere. 

Scrivere un libro, secondo la mia esperienza, fa “bene” più allo scrittore che al lettore. Un’altra mia passione verso il mondo dell’arte, e in particolar modo per la pittura, ha sicuramente influenzato la mia scrittura dal momento che non appena mi trovo ad osservare un quadro, meglio se d’epoca, con le sue scene di caccia, con le sue dame imbellettate, con i paesaggi innevati e fiabeschi, la mia fantasia inizia ad ideare le pagine che poi scriverò. La musica poi è la mia musa, musica che fa parte di me fin dall’infanzia, prima con i miei studi di pianoforte, poi con le canzoni di Battisti e Mogol, per poi approdare a una delle mie più grandi passioni: il ballo (sono maestra di ballo diplomata presso l’Associazione Nazionale Maestri di Ballo, ANMB). A dirla tutta, ciò che senza ombra di dubbio ha influenzato il mio romanzo “Il Dottor Hashim e la maledizione della luna” è la mia innata inclinazione verso la “Magia” e l’esoterismo.

Quali sono i grandi maestri del passato che ammira?

Come già detto, nasco come maestra elementare e per tale motivo tra le mie preferenze letterarie compaiono certamente i romanzi educativi, come pure fiabe, favole, filastrocche e trame d’avventura. Tra i miei scrittori preferiti potrei indicare il grande Maestro scrittore pedagogista Gianni Rodari, e poi Emilio Salgari, Rudyard Kipling, i fratelli Grimm, Frances Hodgson Burnett, Louisa May Alcott ma in verità amo leggere di tutto: L’Alighieri, il Manzoni, il Pascoli, Tracy Chevalier, Alda Merini e la maggior parte degli scrittori contemporanei. Prediligo tutti i classici della Letteratura italiana, i libri d’avventura della letteratura mondiale, i romanzi educativi e d’amore. Non amo testi tecnologici e di fantascienza. Posso dire con fierezza che la mia “biblioteca privata” conta di oltre 2000 volumi.

Quali sono le sue tecniche narrative preferite?

In virtù del fatto che quando leggo un libro e dall’inizio mi annoia  lo ripongo sulla scaffale, ho cercato nel mio romanzo e nelle mie fiabe di attirare da subito l’attenzione del lettore e di rendere la lettura fluida e interessante. Nella prima parte descrivo i personaggi e l’ambientazione affinché il lettore possa immergersi immediatamente nella “ricostruzione scenica” nonché nel periodo storico nel quale è collocato il racconto. Amo molto usare i dialoghi diretti  perché, secondo me, rendono l’idea del carattere di ogni personaggio e creano una sorta di “familiarità” tra i protagonisti e il lettore. C’è poi la parte riflessiva dove descrivo le emozioni, i turbamenti, le paure, le commozioni dei personaggi, i sentimenti.   La cosa più straordinaria è che, nell’intento di suggerire agli altri questi sentimenti, io stessa mi sono arricchita interiormente soffermandomi più e più volte, durante la stesura del mio romanzo, a ragionare sulle emozioni che ci spingono verso certi comportamenti. 

Nella seconda parte si scatena la mia fantasia! Tutta la preparazione iniziale fatta di luoghi, di dialoghi, di accadimenti tra il fantastico e la realtà esplodono nel “Fantasy”, creando nel lettore il desiderio di arrivare al finale. 

Dalle recensioni che ha avuto il mio romanzo si asserisce che la lettura del libro è scorrevole, intrigante, emozionante, le descrizioni delle scene e dei personaggi ti trasportano in un mondo fantastico sempre con la costante attenzione alla riflessione sui sentimenti e sulla morale che si riesce a percepire “tra le righe”, facile da leggere per i suoi dialoghi fluidi. In una parola la lettura del libro è piacevole.

Cosa prova mentre crea?

Scrivere per me è ed è stata una vera panacea, un vero e proprio percorso terapeutico attraverso la scrittura. Come succede spesso quando si passano momenti felici o infelici, si sente il bisogno di scrivere dei pensieri, dei messaggi, delle lettere che forse non si spediranno mai. Ed è proprio questo bisogno di evadere con la mente e con il cuore dalle vicende che la vita ti pone davanti che mi ha spinto ad intraprendere la stesura del mio romanzo. In un momento difficile della mia vita, tuffare la testa nel mondo della fantasia, studiare per documentarmi, inventare i volti e i caratteri dei miei personaggi, ha permesso alla mia anima di allontanarsi da una realtà che mi tormentava. Insomma, la scrittura per me è  una leale amica che paziente ascolta e traduce in fantasia i miei turbamenti e i miei momenti felici.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere con le sue opere?

La scelta del nome del protagonista è la chiave di lettura del messaggio che ho voluto mandare scrivendo il mio romanzo:” Il dottor Hashim e la maledizione della luna”. 

Ho cercato attentamente il significato più consono per esprimere il forte desiderio di trasmettere un messaggio d’amore e di speranza. La risposta l’ ho trovata scegliendo il nome al protagonista principale che anima tutta la storia: Il dottor Hashim Bashir. Difatti in arabo Hashim significa “distruttore del male” e  Bashir “apportatore di buone notizie”. Pur essendo il mio romanzo un fantasy, la realtà ha inciso molto nella sua stesura; una realtà che viviamo tutti i giorni, fatta di sentimenti tanto dissimili quanto così presenti e tangibili nell’animo umano. Come si legge nella prefazione: “Se nella grammatica della storia incontriamo streghe, creature malvagie, campanelli angelici, ponti verso mondi oscuri e misteriosi alchimisti, basta fermarsi tra le righe per comprendere che la storia parla del cammino attraverso i propri sentimenti, le proprie paure, gli scoraggiamenti, l’avidità, la nostalgia, e ancora il coraggio, la fiducia, la speranza , l’amore”. perché il male si può distruggere e l’amore trionfa su tutto.

Quali sono i suoi prossimi progetti come artista?

Recentemente ho ultimato alcune “brevi fiabe” dirette ai bambini delle scuole elementari, curandone la stesura nei minimi particolari, usando un idioma semplice e diretto. Ho animato le mie fiabe di personaggi simpatici e deliziosi come “Merlino l’uccellino” e alle volte capricciosi e irrispettosi come “Esmeralda, la bambina che non voleva essere aiutata” o come la dolce Gemma e il suo innamorato spaventapasseri Giocondo sempre nell’intento di lasciare un qualsivoglia insegnamento positivo al mio giovanissimo pubblico.

in questo momento sto lavorando al seguito de “Il dottor Hashim e la maledizione della luna” con il desiderio di far diventare il mio romanzo una saga. La mia fantasia trasporterà i protagonisti dalla Scozia fin nell’antico Egitto, terra fertile per spirito d’avventura e di magia, dove dovranno affrontare altre prove durissime nella terra del deserto, tra scorpioni, cobra e spiriti dannati dei Faraoni.

Sto anche collaborando con l’ ass. cult. Quia Arte della quale condivido in pieno le idee poiché ha come scopo di diffondere il sapere artistico e le pratiche della creatività a 360 gradi con mostre, concorsi, eventi, formazione e questo impegno mi riempie di gioia e soddisfazione.

 

Ringrazio l’ass. Quia per avermi dato l’opportunità, attraverso questa intervista, di farmi conoscere non solo come scrittrice ma anche come donna.  

Un grazie di cuore a tutti i miei lettori.

©Intervista rilasciata a A.C. Quia e autorizzata alla pubblicazione il 3 febbraio 2021. Vietata la riproduzione. I lettori che volessero condividere la presente intervista, possono farlo ESCLUSIVAMENTE condividendo l’articolo tramite i pulsanti di condivisione.

Grazie Ambra