Posted on: 4 Marzo 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

L'Arte raccontata da chi la crea

L'artista Sofia Becherucci

Come è nata la sua passione per l'arte?

Sono sempre stata appassionata alle opere manuali… Durante gli anni delle scuole medie mi divertivo a tagliare con il traforo il compensato e realizzare orecchini, fermagli e spille dipinte a mano.  Avrei voluto fare una scuola d’arte, ma la mia famiglia era contraria.

Così ho studiato Architettura con indirizzo storico. Ho lavorato poi qualche anno in uno studio di Architettura che oltre ad usare il CAD per i progetti, si serviva spesso di disegni a china per presentare i particolare d’interni.

Quando i miei figli sono diventati un po’ più autonomi ho deciso di ritagliarmi uno spazio per poter ritrovare quelle passioni abbandonate da ragazza. Così nel 2012 ho iniziato a  seguire un corso di Decorazione presso il “Laboratorio artistico” di Milano, con la Maestra Laura Zavelani Rossi.  Ho creato in quel periodo una serie di oggetti decorati a mano in finto marmo, con aggiunta di dettagli in decoupage, che si ispiravano al “commesso fiorentino”: cestini, vassoi, sottopiatti, scatole a cui avevo dato il nome di “Fintarsi”, finzioni d’intarsio.

Dopo due anni, nel 2014 sono approdata all’acquerello, tecnica che mi ha appassionata e non ho più abbandonato da allora.

Dopo aver iniziato con la Maestra Laura Zavelani Rossi, ho seguito i corsi del Maestro Angelo Gorlini e ho frequentato workshops con Maestri acquerellisti di fama italiani e internazionali.

Nel 2017 sono diventata socia ordinaria dell’Associazione Italiana Acquerellisti ed ho cominciato ad esporre in collettive in Italia e all’estero.

Quali sono i grandi maestri del passato che ammira?

Mi piaccioni moltissimi artisti, in particolare del Rinascimento e del Manierismo, ma anche del Settecento e dell’Ottocento.

Adoro Pontormo, Rosso Fiorentino, Giovanni Bellini, Caravaggio, De La Tour, Tintoretto, Tiepolo… I pittori impressionisti, l’ottocento italiano, con Molteni, Hayez e sono appassionata del surrealismo di Magritte.

Difficile scegliere alcuni nomi soltanto. Quando guardo delle opere d’arte in un museo o in una galleria sono attratta dai colori forti , i contrasti di luce ed ombre, le forme in movimento, gli scorci architettonici, le espressioni dei sentimenti.

Qual è la sua tecnica preferita?

Per ora amo dipingere ad acquerello, perchè sono affascinata dalla sua trasparenza , dai suoi imprevedibili effetti magici, dalla facilità del suo utilizzo in tutti i luoghi, dalla rapidità di esecuzione, che mi permette di poter sperimentare così vari soggetti.  Mi sento un po’ come un bambino impaziente che ha appena imparato a camminare e vuole subito andare alla scoperta di tutto il mondo e questo è reso più semplice dall’impiego di una tecnica che non richiede tempi lunghi di asciugatura.

Cosa prova mentre crea?

Dipingere mi fa stare bene. Quando ho il pennello in mano entro in un’altra dimensione, posso viaggiare con la fantasia e dimenticare i pensieri del quotidiano.

Quando dipingo i volti delle persone è ancora più forte il sentimento perché si crea una sorta di “empatia” con le persone ritratte e mi sento in loro compagnia, anche se mi trovo sola davanti ad una foto.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere con le sue opere?

Generalmente mi piace dipingere un tema: il senso di libertà che provo nel guardare i gabbiani che volano sul mare; la “solidarietà” animale tra un airone guardabuoi e la vacca che lo ospita sulla sua schiena; l’emozione che provano le ballerine alla fine del saggio di danza; i pensieri che accompagnano la sposa in uno dei momenti più importanti della sua vita; i legami profondi che uniscono una nonna e un nipote; il mondo “speciale” di un bambino con delle difficoltà di tipo relazionale.

Quali sono i suoi prossimi progetti come artista?

Vorrei andare avanti perfezionando sempre più la conoscenza della tecnica dell’acquerello, ma al tempo stesso vorrei anche approfondire altre tecniche: carboncino, tempera, sanguigna e pastelli. Tutto quello che mi serva per poter disegnare meglio, perché credo che una volta che si sia completamente padroni del disegno si possa poi spaziare con facilità da una tecnica all’altra.

©Intervista rilasciata a A.C. Quia e autorizzata alla pubblicazione il 16 febbraio 2021. Vietata la riproduzione. I lettori che volessero condividere la presente intervista, possono farlo ESCLUSIVAMENTE condividendo l’articolo tramite i pulsanti di condivisione.

Grazie Sofia