Posted on: 15 Luglio 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

L'Arte raccontata da chi la crea

La scrittrice Luisa Di Francesco

Come è nata la sua passione per la scrittura?

In realtà ho sempre amato scrivere come leggere, da bambina scrivevo poesie che ho perduto; mi piaceva scrivere i temi a scuola: ero bravissima in italiano ed in letteratura. Al primo anno delle superiori scrissi un tema, la professoressa lo valutò con un 10 e si mise a piangere nel leggerlo ad alta voce a tutta la classe. Scrivevo per il mio lavoro: sono una docente dal 1983; scrivevo per preparare le attività e perché, per lungo tempo, ho fatto parte del gruppo di Dirigenza: moltissimi impegni e progetti da redigere. Ho scritto 30 anni fa una raccolta di racconti con cui ho partecipato ad un premio letterario nazionale di rilevo, sono risultata nella rosa dei primi dieci finalisti.  Poi, la vita mi ha imposto altre priorità: la famiglia, il lavoro e ho chiuso i miei sogni in un cassetto. Nel 2019, prima della pandemia, una situazione personale difficile e dolorosa mi ha indotto a rivedere tutte le mie convinzioni e certezze: a ricercare quell’identità soffocata per anni scoprendo che la mia anima urlava il bisogno di esprimersi. Così ho cominciato a scrivere poesie, anche se non le definisco “poesie” ma espressioni del mio “sentire”.

Lo dico sempre, la poesia mi ha salvato e mi ha restituito una me stessa fragile, emotiva, ma profondamente vera, senza più maschere e artifici imposti.

Potrei dire che “la poesia ha scelto me”, nel senso che ho iniziato a far emergere quel magma di emozioni interiori con un profondo lavoro di scavo, analisi dolorosa ma necessaria per tirar fuori, quasi in una sorta di maieutica socratica, tutto ciò che avevo nascosto e occultato per decenni. Una specie di liberazione che mi ha indotto, poi, a cercare di trasferire in versi o in “qualcosa che somigli a dei versi” il mio mondo interiore. È questa una delle funzioni della poesia unita a quella, imprescindibile, di comunicare emozioni che altri possano sentire sulla propria pelle leggendo i versi.

Luisa Di Francesco, "Andar non vuole", poesia vincitrice per la sezione Letteratura del concorso internazionale all'interno di "Dante, il sommo canto" mostra d'arte e poesia nel 700esimo della morte di Dante Alighieri - Cerveteri, Palazzo Principi Ruspoli, 25/27 giugno 2021 - organizzata da Associazione Quia. CLICCA SULLA FOTO PER ANDARE ALLA PAGINA UFFICIALE DELL'EVENTO

Quali sono i grandi scrittori che ammira?

Amo la letteratura, amo Dante, Petrarca, Pascoli, Montale…Foscolo… amo studiare, riflettere sui testi dei grandi Autori che hanno costruito l’identità letteraria italiana. Le loro parole muovono il mio cuore; mi piace leggere le loro opere e “ripiegarmi” su di esse, cioè viverle nel loro messaggio autentico; io riesco a commuovermi leggendo i Canti della Divina Commedia e mi accade ogni volta che ne rileggo uno.

La poetessa preferita è Alda Merini. Le sue poesie mi lasciano sempre senza fiato, ne avverto l’emozione, il travaglio interiore, il dolore, la malinconia e l’inesauribile amore per la vita. Vorrei averla conosciuta; è vissuta anche nella mia città, Taranto, e, anche se sembra paradossale, io la cerco ogni volta per le strade come se potesse spuntare da un angolo e sorridermi, e parlarmi! Ho moltissime sue raccolte.

Mi piace leggere poesie di Antonia Pozzi, Prévert, Bukowski, Emily Dickinson, Louise Gluck, Ada Negri e anche di altri poeti contemporanei: ci scambiamo via posta le sillogi e “leggere” l’animo altrui espresso in versi è un momento di profondo arricchimento e di conforto.

Per la narrativa i miei autori preferiti sono Manzoni, Elsa Morante, Natalia Ginzburg; Virginia Woolf… amo anche leggere le opere teatrali di Pirandello, Shakespeare…non ricordo quanti libri abbia letto nella mia vita. Ho iniziato a cinque anni e non ho mai smesso. Da qualche tempo sto rileggendo alcuni romanzi che ho in parte dimenticato, avendoli letti tanto tempo fa, come Lessico famigliare, Orgoglio e pregiudizio, L’amore al tempo del colera di Marquez…

Quali sono i generi letterari che pratica?
Quelli dove si sente più a suo agio?

La Poesia da poco più di due anni e la narrativa, quest’ultima forse ha radici più remote nel tempo della mia esistenza. La poesia, però, è quella che sento attualmente più vicina al mio mondo di groviglio interiore e che chiede di essere capita da me e di trovare “creazione” attraverso ciò che la penna scrive sulla carta (scrivo a mano, ho quaderni, agende ovunque piene di testi che poi “faticosamente” riporto al computer, perché il sentire è nella mano che si tende sul foglio e ne fa versi o qualcosa di simile in tracce di inchiostro.

La narrativa: scrivo racconti, come ho già detto prima; ho strutturato un romanzo non molto lungo questa estate e aspetto i risultati di un concorso di valore al quale ho partecipato con questa mia opera.

Cosa prova mentre crea?

Alda Merini diceva che “scrivere poesie” è un po’ come morire e che se i poeti sapessero quando dolore dovranno sperimentare nello scrivere un testo, probabilmente non lo farebbero.

Penso spesso a questa riflessione di Alda. Il processo di composizione poetica che molti assimilano alla “creazione” (secondo me con un termine improprio, lo definirei meglio come “rielaborazione in un insieme diverso di elementi e strutture note; una sorta di “meta-elaborazione” se si può usare questo termine!) è, per me, una specie di impulso interno, di solito così pressante ed urgente da chiudermi il respiro. Spesso, mentre scrivo “di getto”, provo una sensazione simile a ciò che precede una nascita- non so se riesco a spiegarmi-. Un insieme di paura, desiderio, attesa, ansia, urgenza improrogabile di far emergere quel che “Urla dentro”. Quando la penna cessa di scrivere e si ferma, mi sento improvvisamente svuotata, priva di forza e osservo inerme ciò che ho scritto. Forse l’ho già detto, ma è ciò che mi accade.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere con le sue opere?

La pubblicazione è stato un percorso: ho deciso di comunicare il mio mondo interiore ed è stata una scelta non facile, perché sai che altri ti leggeranno.

Nella poesia è come se tu fossi senza alcun velo e racconti, a chi ti legge, ciò che sei, i tuoi dolori più profondi, le amarezze, le paure. Il messaggio che vorrei trasmettere con le mie opere è di amare l’Arte, ogni forma umana dell’Arte (scrittura, pittura, scultura, fotografia…ed ogni altra espressione). Resto incantata davanti ai quadri forse perché non sono capace di “dipingere”, di disegnare e mi inchino alla potenza di ciò che riescono a comunicare.

Il senso della poesia come di tutta l’arte è quello di “dare” senza chiedere nulla in cambio, offrire se stessi agli altri. Lo hanno insegnato i grandi autori con le loro opere immortali che “parlano” ad ognuno di noi oltre ogni spazio e tempo.

Quali sono i suoi prossimi progetti come scrittrice?

Ho pubblicato a gennaio 2021 la silloge: “Il vaso di Pandora” edita dalla Pegasus Edition.

La pubblicazione è stata il premio per essermi classificata al primo posto per la sezione inediti al Premio Internazionale Montefiore 2020

Ho pubblicato anche un’altra silloge, intitolata: “Grammi di vero”,Pegasus Edition, di Milano. Avevo partecipato al Premio Clepsamia 2020, qualificandomi tra i finalisti con un racconto ed ho provato a sottoporre all’attenzione dell’ideatore del Premio che è anche un editore, la silloge “Grammi di vero”; è piaciuta ed è stata pubblicata a dicembre 2020. Posso solo ringraziare entrambi gli editori che hanno avuto fiducia in me

Le pubblicazioni citate non sono a pagamento: per me è un principio fondamentale, preferisco non essere alcuno, tornare nell’ombra in cui ero, non cerco la notorietà usando i soldi per ottenerla…scrivo per me stessa e se qualcuno legge ciò che “racconto” ne sono contenta, soprattutto se mi dice che si è identificato con quanto ho scritto ed ha provato emozioni nel leggere.

Sono in procinto di pubblicare la terza silloge, intitolata: “Il mio primo è il cuore”, ma ho anche in progetto l’idea di raccogliere in un volume le oltre 200 poesie composte fino ad ora. (Ndr. 08/02/2022 – Il volume “Il mio primo è il cuore” è stato pubblicato nel dicembre 2021 – Leggi la recensione all’opera)

Ho intenzione di pubblicare il romanzo che ho già scritto, ma aspetto i risultati del Concorso! Poi deciderò.

Sto curando una raccolta poetica di circa trenta autori da me promossa, avente come unico scopo la condivisione e la diffusione dell’amore per la poesia. Ne redigerò la prefazione e in essa saranno contenute anche alcuni miei testiNumerosi racconti e poesie di cui son l’autrice sono stati inclusi e pubblicati in raccolte antologiche dedicate a premi o ai grandi autori della letteratura italiana. 

Scrivo articoli per il quotidiano on line “La voce agli Italiani”, di cui sono redattrice da pochi mesi. Mi piace scrivere! Quindi, ogni occasione o spunto o invito lo accolgo con grande gioia.

©Intervista rilasciata a A.C. Quia e autorizzata alla pubblicazione il 13 aprile 2021. Vietata la riproduzione. I lettori che volessero condividere la presente intervista, possono farlo ESCLUSIVAMENTE condividendo l’articolo tramite i pulsanti di condivisione.

Grazie Luisa