Posted on: 6 Gennaio 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

“Bambine siete pronte? Sta per arrivare!” esclamò la mamma scendendo di corsa le scale che portavano al terrazzo.

“Mamma, l’hai vista?” dissero in coro le due figliolette.

“Si che l’ho vista! Sta per scendere sulla nostra casa! Il tavolino con i regalini per la Befana è pronto?” “Si, è tutto pronto!” rispose Alice. “Il mandarino eccolo, il bicchiere d’acqua è pieno e c’è pure la paglia per il somarello!”

“Bene bambine!” rispose la mamma “Mentre papà mette un bel ciocco di legna nella stufa non vi resta che andare alla finestra.” Le due sorelline si avvicinarono alla finestra con i nasini appiccicati al vetro e iniziarono a cantare una filastrocca. 

“Befana Befanella, tira giù una caramellaaa!

Befana Befanella sei la vecchietta più bellaaa!”

In men che non si dica, dal terrazzo della casa cominciò a scendere una pioggia di caramelle che battendo sui vetri della finestra faceva un fracasso simile ad una mitraglietta impazzita, e dalle scale del terrazzo si udì un sonoro rumore di passi: Stomp! Stomp! Stomp!

Eccola, era lei, la vecchina che nelle fredde notti d’inverno andava in giro per le case a portare doni ai bimbi: la BEFANA! Avvolta in uno scialle mezzo tarlato, la befana entrò in casa, posò per terra un sacco pieno di pacchetti, bevve un sorso d’acqua e si mise in tasca il mandarino e una manciata di paglia per l’asinello. Il cuore delle bambine batteva a mille, un po’ per l’emozione e un po’ per la paura. Perché la Befana, con il suo viso tinto di carbone, quei vestiti logori e quei guanti neri mezzi bucati un po’ di paura la metteva!

La Befana stava per andare via quando si girò verso una delle due bambine dicendo:” Quanto sei bella con quegli occhi nerI! Però mi hanno riferito che sei un po’ monella. Come ti chiami?” E la bimba con le gambe che le tremavano sussurrò: “Mi chiamo Alice.”

“Alice, io avrei bisogno di un’aiutante da portare con me sulla mia nuvoletta. Vuoi venire?” continuò la Befana tirando la bimba per un braccio. “No grazie, sto bene a casa mia!” rispose Alice implorando con gli occhi la mamma di toglierla da quella situazione imbarazzante.

La Befana insistette ancora tirando e ritirando la bimba per il braccio ma Alice con tutta la forza che aveva in corpo si attaccò allo stipite di una porta tenendosi ben salda per non essere trascinata via. La Befana senza mollare la presa disse: “Bambina mia, io me ne vado però promettimi di essere più buona d’ora in avanti!” “Si signora Befana, glielo prometto, farò come dice lei, senz’altro Befanina! Ha ragione signora Befanella!” balbettò la bimba con un fil di voce. La Befana, con un sorrisetto ammiccante, guardò la mamma, le strizzò un occhio e contenta e soddisfatta riprese il suo viaggio tra le stelle!

Fiaba di Ambra Frezza © 2020

Pubblicata sullo Speciale Natale del Settimanale L’Ortica del Venerdì edizione 23 dicembre 2020

Illustrazione originale di Pamela Stracci ©  per lo Speciale Natale del Settimanale L’Ortica del Venerdì edizione 23 dicembre 2020