Varenne, il Capitano
di Fabio Morelli
C’è chi diventa leggenda vincendo e chi facendo innamorare.
Varenne, è riuscito in entrambe le imprese, trasformando lo sport del trotto in un racconto popolare uscendo dai confini dell’ippica per entrare nel cuore della gente comune.
Varenne nasce il 19 maggio 1995 nell’allevamento di Zenzalino, a Copparo, in provincia di Ferrara. Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, porta con sé fin dalla nascita un nome che sembra già una promessa di respiro internazionale: deve infatti il suo nome alla rue de Varenne di Parigi, la via che ospita l’Ambasciata d’Italia in Francia.
Un destino scritto prima di scendere in pista.
“Il Capitano” è il soprannome che racconta alla perfezione il suo modo di correre, fatto di rimonte spettacolari e di quella capacità, rara tra i cavalli, di trasformare ogni gara in una scena da ricordare. Tra il 1998 e il 2002 Varenne disputa 73 corse, vincendone 62, con appena sei secondi posti e due terzi posti: consacrandosi come il trottatore più vincente della storia, con oltre sei milioni di euro di montepremi accumulati.
Il 2001 resta l’anno perfetto, quello in cui Varenne conquista nello stesso anno le corse più prestigiose del calendario mondiale: il Prix d’Amérique di Parigi, il Gran Premio della Lotteria di Agnano, l’Elitloppet di Stoccolma e la Breeders Crown. Un’impresa mai riuscita a nessun altro trottatore, prima o dopo di lui. Non a caso Varenne resta l’unico cavallo nella storia dell’ippica mondiale ad aver vinto il titolo di “Cavallo dell’anno” in tre Paesi diversi: Italia, Francia e Stati Uniti.
Il record del miglio stabilito a Meadowlands, negli Stati Uniti, che consacra definitivamente Varenne alla storia, davanti a un pubblico in festa, entra per sempre nella storia del trotto internazionale.
Come Maradona per il calcio o Senna per la Formula 1, Varenne era qualcosa di più di un semplice atleta di razza.
Ritiratosi dalle corse nell’ottobre del 2002 dopo un tour mondiale in cui ha continuato a battere record fino all’ultimo, Varenne ha vissuto una lunga seconda vita come stallone da riproduzione, passando per diversi allevamenti italiani
Varenne si è spento ieri, a 31 anni, dopo una vita lunghissima per uno stallone della sua fama, sempre molto richiesto per la riproduzione: si stima che i suoi discendenti siano ormai migliaia in tutto il mondo.
Con la sua scomparsa se ne va non solo un campione assoluto, ma un pezzo di storia dello sport italiano capace, come pochi altri, di uscire dalla pista per entrare nell’immaginario collettivo.
Resta il ricordo di un cavallo capace di correre come pochi altri sanno fare: con il cuore, prima ancora che con le zampe.
©2026 Riproduzione riservata
Crediti fotografici:
In copertina: Varenne – p.d.
Quia Magazine salvo ove diversamente specificato
