Etica, tecnologia e lavoro: la visione dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” e la riflessione di Confcommercio

Etica, tecnologia e lavoro: la visione dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” e la riflessione di Confcommercio
Visita pastorale di Papa Leone XIV – giovedì 14 maggio 2026, Città universitaria – foto di Rachele Artegiani, Augusto Frascatani, Stefano Segati, Stefania Sepulcri
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di Fabio Morelli

Nel pieno della transizione digitale e dell’avvento pervasivo dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, il dibattito sul futuro del lavoro si arricchisce di una riflessione profonda che unisce la dottrina sociale e il mondo dell’impresa. Al centro del confronto c’è l’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, un documento che interroga direttamente i modelli di sviluppo contemporanei, mettendo in guardia contro i rischi di un “paradigma tecnocratico” slegato dai bisogni reali della persona.

Il valore sociale dell’impresa e la sfida dell’automazione

Nel testo pontificio, la centralità del lavoro viene riaffermata non come una variabile dipendente dal mero profitto, ma come il fulcro della dignità umana. Il Papa sottolinea come l’iniziativa imprenditoriale possa configurarsi come una vera e propria vocazione solo a patto di includere la qualità e la stabilità occupazionale tra i propri indicatori di successo.

Di fronte all’accelerazione tecnologica, il monito del Pontefice è netto: non bisogna limitarsi a subire i cambiamenti o a rincorrerli quando i posti di lavoro svaniscono, bensì governare la trasformazione in anticipo. Ciò significa imporre criteri sociali all’innovazione, garantendo che l’introduzione dell’automazione e dell’intelligenza artificiale sia sempre accompagnata da tutele occupazionali, percorsi di riqualificazione e partecipazione attiva dei lavoratori, affinché la tecnologia serva a «liberare tempo e capacità umane, non a produrre esclusione».

La posizione di Confcommercio: mettere la persona al centro dello sviluppo

A raccogliere e declinare questa riflessione nel tessuto economico e del terziario di mercato è stato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha sottolineato la necessità inderogabile di coniugare innovazione e coesione sociale.

«Condividiamo pienamente il messaggio del Papa — ha evidenziato Sangalli — che ci ricorda che non può esserci crescita sostenibile senza dignità dell’essere umano, ma soprattutto l’esigenza di uno sviluppo tecnologico che metta sempre al centro la persona, il lavoro e la coesione sociale».

Secondo Confcommercio, se da un lato l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria leva di competitività e produttività per i servizi, il commercio e le professioni, dall’altro impone una forte responsabilità collettiva. Le tecnologie non sono neutre: per evitare che si traducano in nuove disuguaglianze economiche e sociali, servono regole chiare e investimenti strutturali sulla formazione continua e sulle competenze, affinché il progresso tecnologico cammini di pari passo con la tutela del lavoro e delle comunità.

Il dialogo tra il magistero sociale e il mondo economico traccia una rotta precisa per il futuro: la tecnologia e l’innovazione digitale possono rigenerare il sistema produttivo solo se l’essere umano torna a essere il fine ultimo — e non il mezzo — del progresso globale.

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