Inizia una nuova era nell’esplorazione dell’Universo estremo: l’Italia in prima fila con INAF e INFN
di Fabio Morelli
Si apre ufficialmente una nuova era nell’esplorazione dell’Universo estremo. Presso l’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nelle Isole Canarie, è stato inaugurato il sottosistema di telescopi di grandi dimensioni Large-Sized Telescope (Lst) del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao)
Il completamento dei quattro telescopi Lst rappresenta una pietra miliare per la fisica delle astroparticelle e l’astrofisica mondiale, segnando un passo cruciale verso la piena operatività scientifica del Ctao, un progetto che vede l’Italia protagonista assoluta grazie al contributo fondamentale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
Viaggio indietro nel tempo fino a 12 miliardi di anni fa
Collocati nel sito settentrionale del Ctao, gli Lst costituiscono il cuore a bassa energia dell’osservatorio. La loro straordinaria sensibilità permetterà agli scienziati di spingere lo sguardo indietro nel tempo fino a circa 12 miliardi di anni fa, in un’epoca in cui l’Universo aveva meno di due miliardi di anni.
Poiché i raggi gamma ad altissima energia vengono progressivamente assorbiti durante il loro viaggio attraverso il cosmo, la capacità dei telescopi Lst di rivelare tali raggi fino alle energie più basse apre scenari in precedenza inesplorati. Come sottolinea Masahiro Teshima, responsabile scientifico della collaborazione Lst e portavoce del consorzio Ctao, questi strumenti consentiranno di studiare ambienti cosmici estremi — come i buchi neri supermassicci e le stelle di neutroni —, di indagare l’origine dei raggi cosmici e di dare un contributo decisivo alla ricerca sulla materia oscura.
Il ruolo centrale dell’Italia e le prospettive future
Il contributo del nostro Paese alla rete internazionale è di primissimo piano. L’Italia ospita a Bologna, presso l’INAF, la sede centrale dell’Osservatorio internazionale ed è attivamente impegnata nella realizzazione di gran parte degli strumenti. Come evidenziato da Lucio Angelo Antonelli (INAF e co-principal investigator della collaborazione Lst), l’impegno italiano si estende anche al sito australe in Cile, dove sono in costruzione altri due Large-Sized Telescopes e ben 37 Small-Sized Telescopes.
Nei prossimi due anni, con la piena entrata in funzione dei nuovi telescopi, la sensibilità di rilevamento aumenterà in modo esponenziale — fino a un ordine di grandezza rispetto agli strumenti attuali —, consentendo di tagliare i tempi di analisi e aprendo scenari di scoperta senza precedenti, come spiega Mosè Mariotti, responsabile nazionale del gruppo INFN in Ctao.
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