Cybersecurity, il paradosso italiano: aumentano gli attacchi, ma calano i danni

Cybersecurity, il paradosso italiano: aumentano gli attacchi, ma calano i danni

di Fabio Morelli

L’Italia digitale è sotto assedio, ma ha imparato a alzare gli scudi. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) relativo al secondo semestre del 2025. I numeri descrivono uno scenario a due facce: se da un lato gli “eventi” cyber sono balzati a quota 1.253 (+30% rispetto al 2024), dall’altro gli incidenti con impatto confermato sono crollati del 25%.

Un dato che non è frutto del caso, ma dell’efficacia delle nuove misure di prevenzione e della piena operatività del quadro normativo introdotto nel 2024.

Lo scudo del CSIRT e la pioggia di DDoS

L’aumento dei tentativi di attacco è legato a una maggiore capacità di monitoraggio del CSIRT Italia. La minaccia più frequente resta il DDoS (Distributed Denial of Service), che mira a paralizzare i siti web inondandoli di traffico falso. Tuttavia, grazie alla nuova architettura di difesa del “sistema Paese”, meno del 10% di queste offensive riesce oggi a causare disservizi, peraltro solo temporanei.

I bersagli preferiti rimangono la Pubblica Amministrazione e le Telecomunicazioni. A livello locale, il rischio maggiore è l’effetto “domino”: la compromissione di un singolo fornitore di servizi web può trascinare con sé numerose amministrazioni contemporaneamente.

Ransomware e Phishing: le PMI nel mirino

Se la PA centrale regge l’urto, il fronte più fragile resta quello delle Piccole e Medie Imprese.

  • Ransomware: Con 54 casi accertati, il settore manifatturiero e del retail continua a soffrire a causa di infrastrutture di sicurezza spesso limitate;
  • Phishing: La crescita è esponenziale. Sono stati segnalati 927 URL malevoli (contro i 579 del 2024). Emblematico il caso di una struttura ospedaliera investita da una pioggia di oltre 3.000 e-mail fraudolente in un colpo solo.

Prevenire è meglio che formattare

La vera vittoria del semestre si gioca sul campo della prevenzione. Il CSIRT Italia ha inviato oltre 5.200 allerta preventive. Si tratta di comunicazioni dirette a università, banche e amministrazioni per segnalare vulnerabilità prima che gli hacker possano sfruttarle.

“L’applicazione tempestiva delle contromisure permette di scongiurare le compromissioni”, spiegano dall’Agenzia. Le porte d’ingresso preferite dai pirati informatici restano le e-mail malevole e l’uso di credenziali rubate in precedenza: un richiamo alla necessità di quella formazione continua del personale prevista dalla direttiva NIS2.

Verso un ecosistema resiliente

Nonostante la pressione costante, il sistema Italia dimostra una maturità nuova. La collaborazione tra pubblico e privato e la capacità di rilevamento precoce stanno trasformando il Paese da “bersaglio facile” a ecosistema resiliente. La strada è tracciata: la tecnologia avanza, ma la risposta operativa dell’ACN sta dimostrando di saper tenere il passo.

Per approfondimenti visita il sito ufficiale ACN

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