Kamchatka: il terremoto sposta la penisola di quasi due metri
di Moreno Stracci
La terra della Kamchatka si è mossa, letteralmente. Il violento terremoto che ha scosso la penisola il 30 luglio scorso non ha solo provocato scosse avvertibili, ma ha anche causato un significativo spostamento orizzontale di quasi due metri verso sud-est, oltre a un leggero abbassamento del territorio. A rivelarlo è stato Danila Chebrov, direttore della sezione locale del Servizio Geofisico Unificato dell’Accademia Russa delle Scienze, in un’intervista rilasciata oggi a Izvestia.
Un gigante in movimento costante
Nonostante la portata del fenomeno, l’esperto rassicura: non sono attese conseguenze gravi oltre alla normale sequenza di scosse di assestamento. “La Kamchatka è una terra in perenne movimento,” ha spiegato Chebrov. “La penisola si trova sulla placca nordamericana ed è costantemente spinta dalla placca oceanica, rendendo l’attività sismica una parte intrinseca della sua natura.”
Questo costante “ballo” delle placche litosferiche significa che la penisola è sempre soggetta a movimenti, anche se la maggior parte di essi è impercettibile per l’uomo senza l’ausilio di strumenti di precisione. L’abbassamento registrato, ad esempio, non è stato uniforme: più marcato nella parte meridionale, ha avuto un impatto minore nella zona di Petropavlovsk-Kamchatsky.
Oltre la scossa: spostamenti invisibili
Chebrov ha inoltre sottolineato un aspetto cruciale spesso ignorato: i terremoti non si manifestano unicamente con le scosse che sentiamo. Esistono anche spostamenti profondi e lenti della crosta terrestre, fenomeni invisibili all’occhio umano ma che possono alterare significativamente il paesaggio geologico.
Lo stesso giorno del sisma, il Servizio Geofisico aveva già confermato che lo spostamento geologico in Kamchatka era paragonabile a quello osservato in Giappone dopo il devastante terremoto di Tohoku nel 2011, un evento che causò un’alterazione significativa della geografia locale.
Le conseguenze immediate e l’attività sismica proseguita
Le ripercussioni immediate del sisma del 30 luglio includono un’allerta tsunami nella baia di Avacha e il crollo di un muro in un asilo di Petropavlovsk-Kamchatsky. Nei giorni successivi, la terra ha continuato a tremare intensamente: solo il 4 agosto, gli esperti hanno registrato oltre 85 eventi sismici in 24 ore, tra cui sette terremoti di magnitudo significativa.
La Kamchatka, dunque, continua a essere un laboratorio naturale di geofisica, dove la potenza della Terra si manifesta con movimenti che, seppur non sempre percepiti, modellano costantemente il nostro pianeta.
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