SPAM: dalla carne in scatola al web

SPAM: dalla carne in scatola al web

Lo spam è un messaggio indesiderato o non richiesto, inviato in grandi quantità e in maniera invasiva tramite la posta elettronica, i software o via social, per promuovere prodotti e servizi commerciali, o per diffondere virus informatici o truffe online eppure la sua storia è molto curiosa.

di Fabio Morelli

La parola “spam”, oggi sinonimo di fastidio digitale, affonda le sue radici in un contesto ben lontano dall’informatica. Originariamente, il termine indicava una marca di carne in scatola (prodotta dalla Hormel Foods) che divenne onnipresente nei supermercati e nelle mense, pur non essendo particolarmente amata.

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Il primo caso documentato di spamming tramite l’uso dell’email risale al 3 maggio 1978, quando un programmatore e rappresentante di marketing dell’azienda DEC (Digital Equipment Corporation) di nome Gary Thuerk, inviò una serie di messaggi pubblicitari a circa 400 utenti del network di ARPANET, un antenato di Internet. Il messaggio datato primo maggio 1978 aveva richiesto vari giorni per la sua stesura e per le tante modifiche e correzioni apportate, e promuoveva un prodotto informatico. Le reazioni degli utenti che lo ricevettero furono contrastanti: chi lo definì innovativo, chi lo condannò come una forma eccessivamente invasiva di pubblicità, fatto sta che da allora, lo spamming è diventato un problema sempre più diffuso su Internet.

Nel 1993 fu coniato il termine SPAM e inizialmente era il marchio di una carne in scatola a base di maiale e spezie, la “Spam” per l’appunto, prodotta dall’azienda americana Hormel Foods Corporation. Questa società era divenuta famosa negli anni ’70 grazie a degli sketch comici del gruppo britannico dei Monty Python intitolato proprio “Spam”. In una locanda, ogni  piatto del menù conteneva “spam” ovvero carne in scatola. La cameriera cercava di vendere a tutti i clienti lo stesso piatto a base di carne lessa ma mentre cercava di lavorare, un coro di vichinghi iniziava a cantare ripetutamente la parola, coprendo ogni altra conversazione. Proprio come lo spam moderno: un contenuto ripetitivo che annega le comunicazioni utili.

La “Spam” era anche la carne che veniva data ai soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale: oggi è diventato un piatto tipico di base della cucina hawaiana.

La parola “spam” venne poi utilizzata in ambito informatico per indicare questi messaggi indesiderati e fastidiosi, proprio come la carne in scatola “Spam” che si trovava ovunque nei supermercati ma che non piaceva a nessuno.

Negli anni 2000, furono introdotte alcune leggi per combattere lo spam, come il “Can-Spam Act” negli Stati Uniti e la “Direttiva sull’e-privacy” dell’Unione Europea. Nonostante queste contromisure, lo spam informatico continua ad essere un problema diffuso e sempre più sofisticato, con lo sviluppo di tecniche di ingegneria sociale, phishing e malware.

Consigli pratici: come difendersi oggi

Come proteggersi dallo spam moderno:

  • Non rispondere mai: confermeresti allo spammer che il tuo indirizzo è attivo.
  • Usa indirizzi ‘usa e getta’: per registrarti a siti poco sicuri, usa servizi di email temporanee.
  • Attenzione agli allegati: lo spam oggi è il veicolo principale per i Ransomware (virus che bloccano i file chiedendo un riscatto).

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