Falqui e Manzini, un sodalizio al centro del Novecento

Falqui e Manzini, un sodalizio al centro del Novecento

di Moreno Stracci

A cinquant’anni dalla scomparsa di Enrico Falqui e Gianna Manzini, la Biblioteca nazionale centrale di Roma e la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma dedicano loro il convegno “”Per Enrico Falqui e Gianna Manzini: Opere, relazioni, contesti” che è insieme momento di studio e occasione per riflettere sul ruolo degli archivi nella costruzione della memoria letteraria. L’appuntamento, in programma giovedì 3 ottobre alle ore 14.30, riporta l’attenzione su due figure chiave del Novecento italiano, legate non solo da una relazione sentimentale, ma da un dialogo intellettuale che attraversa riviste, libri e stagioni culturali decisive.

Falqui è stato uno dei critici militanti più influenti del secolo scorso, protagonista della vita letteraria romana e osservatore attento delle trasformazioni della prosa italiana. Difensore della tradizione e della cosiddetta “prosa d’arte”, seppe tuttavia confrontarsi anche con esperienze considerate eccentriche o marginali, come il Futurismo, mantenendo uno sguardo non ideologico sulla modernità letteraria. Accanto a lui, Gianna Manzini — formatasi nell’ambiente di Solaria — sviluppò una scrittura autonoma e riconoscibile, capace di dialogare con i nodi più complessi della narrativa del Novecento.

Il cuore dell’iniziativa è il Fondo Falqui, uno dei patrimoni più rilevanti conservati dalla Biblioteca nazionale centrale di Roma: decine di migliaia di volumi, periodici, ritagli di stampa e documenti che restituiscono una mappa dettagliata della letteratura italiana del XX secolo e delle sue reti culturali. Un fondo che negli anni ha contribuito a orientare le politiche della Biblioteca verso la conservazione della contemporaneità letteraria.

Proprio nel 2024, questo patrimonio si è ulteriormente arricchito grazie all’acquisizione di nuovi libri, manoscritti e opere d’arte provenienti dalla casa del figlio di Falqui, Antonello, riunendo materiali finora dispersi. Alcune di queste acquisizioni saranno esposte per la prima volta all’interno di Spazi900, insieme a ritratti e opere che raccontano visivamente il clima artistico e culturale in cui Falqui e Manzini si sono mossi, tra cui un ritratto giovanile del critico firmato da Giorgio de Chirico (immagine di copertina).

Più che una commemorazione, l’iniziativa si propone come un invito a rileggere il Novecento attraverso i suoi archivi: non come una sequenza di nomi isolati, ma come una trama di relazioni, scelte critiche e pratiche culturali che continuano a interrogare il presente.

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