Il meccanismo di Antikythera: il più antico calcolatore
Il meccanismo di Antikythera costituisce un notevole reperto dell’antica Grecia. Riconosciuto come il più antico calcolatore analogico conosciuto, è stato progettato per prevedere con notevole precisione il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana e, secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2008, le date dei giochi olimpici.
La storia del meccanismo di Antikythera inizia con la sua scoperta nel 1901, quando un gruppo di pescatori di spugne ha recuperato i resti di una nave vicino all’isola di Antikythera (Anticitera). Gli oggetti recuperati includevano un grumo di bronzo e legno corroso dal mare e dal tempo, notato per la prima volta dall’archeologo Valerios Stais nel 1902.
Grazie alla datazione al radiocarbonio, sappiamo che il meccanismo di Antikythera è stato costruito tra il 150 e il 100 a.C., rientrando pienamente nel periodo ellenistico, epoca caratterizzata da grandi progressi nella scienza e nell’ingegneria.
Il meccanismo di Antikythera si presenta come un complesso sistema di ingranaggi, quadranti e iscrizioni, custodito in una struttura di legno e bronzo. Nel 2008, un team dell’Università di Cardiff ha utilizzato la tomografia computerizzata a raggi X e la scansione ad alta risoluzione per esplorare il funzionamento interno del meccanismo. Le indagini hanno portato al riconoscimento di 37 ingranaggi di bronzo. Da questo elevato numero di parti, si comprende quanto fosse complesso il suo sistema di funzionamento, considerando le molteplici possibilità di interazione tra i diversi ingranaggi.
È stato ipotizzato che una delle funzioni principali del meccanismo di Antikythera fosse proprio il calcolo di eventi celesti come le posizioni del sole, della luna e dei pianeti. Alcune teorie suggeriscono che il meccanismo di Antikythera possa essere stato usato anche come strumento di navigazione per i marinai, consentendo una maggiore precisione nella determinazione della posizione in mare.
In generale, gli studiosi collegano il meccanismo alle città di Corinto, la scuola di Archimede a Siracusa o la città di Pergamo. Qui sarebbe stato costruito e perfezionato. L’identità dei costruttori, tuttavia, rimane oggetto di speculazione, così come la sua diffusione nel mondo antico: alcuni studiosi suppongono si tratti di un esemplare unico nel suo genere, altri ipotizzano invece la sua natura di prototipo, altri ancora affermano che si tratti di uno strumento largamente impiegato.
La comprensione del funzionamento e degli scopi dell’Antikythera è legata anche alle iscrizioni ritrovate su di esso. Le iscrizioni sono un prezioso deposito di informazioni astronomiche, e delineano dettagli sui segni zodiacali, le costellazioni e i fenomeni celesti che il dispositivo era progettato per calcolare.
Gli studiosi, impegnati nel decifrare il testo, si sono trovati di fronte a frammenti separati, il che ha reso complessa la ricostruzione del contesto completo di ciascuna iscrizione. La mancanza di continuità nel testo ha comportato difficoltà nell’identificare le relazioni tra le varie parti e nella comprensione completa delle informazioni astronomiche incise.
Il meccanismo di Antikythera, certamente, sfida la narrazione comune sulla tecnologia antica, suggerendo un livello di sofisticatezza che dimostrerebbe una comprensione avanzata della meccanica celeste da parte del mondo classico.
Questo ha dato il via a una serie di ipotesi pseudoscientifiche, tra le quali: l’origine extraterrestre del congegno, la teoria di antiche tecnologie perdute o la capacità dello strumento di predire il futuro o addirittura di piegare il tempo. Quest’ultima è stata ripresa nel 2023 dagli autori del film “Indiana Jones e il quadrante del destino”. Si tratta di idee non sorrette da evidenze scientifiche e già proposte in altri contesti come la civiltà egizia o le culture antiche dell’america centrale. L’Antikythera, in realtà, conferma pienamente la sua origine nella civiltà umana dell’epoca. Le iscrizioni riportano fedelmente le conoscenze astronomiche dell’antichità (come i cinque pianeti conosciuti all’epoca perché visibili a occhio nudo) senza aggiungere nulla di misteriosamente sorprendente.
Gli sforzi per comprendere appieno le capacità dell’Antikythera hanno portato diverse istituzioni a ricostruire dei modelli per studiare il meccanismo e comprenderne il funzionamento. Del 2002 è il primo modello, creato da Michael Wright, curatore nel Museo allo Science Museum di Londra. Del 2021 è il modello realizzato dall’Antikythera Research Team at University College di Londra.
Il meccanismo di Antikythera ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della tecnologia e dell’archeoastronomia. La sua eredità si estende alla moderna informatica, ispirando scienziati e ingegneri a esplorare le intersezioni tra la conoscenza antica e la tecnologia contemporanea.
Rimane in parte ancora un mistero che solo il tempo e gli studi sapranno sciogliere e chiarire.
Pamela Stracci
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Credits
No machine-readable author provided. Marsyas assumed (based on copyright claims)., CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons
“The Antikythera Mechanism” by Tilemahos Efthimiadis
“Antikythera port, Greece | Ποταμός, Αντικύθηρα, Ελλάδα” by Patsnik
