L’Amerigo Vespucci, la Signora dei mari

L’Amerigo Vespucci, la Signora dei mari

Costruita in onore del celebre esploratore italiano, considerata una delle navi più belle del mondo, l’Amerigo Vespucci è una perla della Marina Militare Italiana, ambasciatrice culturale e navale del nostro paese durante i suoi viaggi in tutto il mondo.

Progettata per addestrare gli allievi ufficiali della Marina Militare Italiana, la costruzione della Signora dei Mari iniziò nel 1925 e terminò con il varo nel 1931 presso il Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia. Il 26 maggio del 1931 entrò in servizio come Nave Scuola al motto “Per la Patria e per il Re”, aggiungendosi alla gemella, in realtà leggermente più piccola e con un allestimento diverso, Cristoforo Colombo: questi due vascelli costituirono la “Divisione Navi Scuola”. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il motto fu sostituito con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi”, mentre l’attuale motto “Non chi comincia ma quel che persevera” gli venne assegnato nel 1978. 

L’Amerigo Vespucci è una nave a vela con motore con un’elegante linea di scafo, con quattro alberi verticali: il trinchetto, il maestra, il mezzana, dotati di pennoni e vele quadrate, e il bombresso a prora. Tra le vele degli alberi e quelle di taglio (fiocchi, stralli e randa) la nave può trasportare fino a 24 vele per una superficie velica di circa 2.635 metri quadrati gestite con 36 km di cavi di diverso diametro. Per una lunghezza alle massime estremità di 101 metri (331 piedi) e 28 metri (92 piedi) di larghezza, con uno scafo lungo 82,4 metri (270 piedi) per 15,5 metri (51 piedi) di larghezza per un’altezza dalla chiglia alla cima dell’albero maestro di 54.2 metri (178 piedi), la maestosa imbarcazione è ispirata a un vascello ottocentesco. Lo scafo ha tre ponti che vanno da prora a poppa, più una serie di copertini. Sul ponte di coperta si stagliano il castello a prora e il cassero a poppa. Gli oblò sulle fasce bianche dello scafo ricordano due batterie di cannoni tipiche dei vascelli. Un allestimento simile necessita di un equipaggio importante e ben addestrato: composto da 264 militari, di cui 15 Ufficiali e 30 Sottufficiali, oltre gli Allievi (circa 100 all’anno), raggiungendo circa le 400 unità. 

Qualche curiosità

Questa non è il “primo” Amerigo Vespucci: anch’esso impiegato come Nave Scuola, il primo Amerigo Vespucci era un incrociatore a motore e a vela, simile per forma all’attuale ma più piccolo varato nel 1882 dal Regio Arsenale di Venezia. Nel 1927, al termine di una campagna nel Mediterraneo Occidentale, la nave venne disarmata e destinata a nave asilo per l’educazione degli orfani dei marinai a Venezia. Il capitano Augusto Radicardi fu il suo ultimo comandante e il primo comandante della nuova Amerigo Vespucci.
Sul radar della portaerei americana USS Independence ad un tratto appare la sagoma di una nave: siamo nel 1962 e gli statunitensi stanno solcando il Mediterraneo. Alla domanda “Chi siete?” la risposta “Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana”. La portaerei si ferma e spegne i motori per dare la precedenza di passaggio all’imbarcazione a vela, come previsto dal codice, poi rende omaggio alla nave più antica come usanza, in segno di rispetto suonando tre volte la sirena e salutando la Signora dei Mari esclamando: “Siete la più bella nave del mondo!”.
I comandi impartiti per far eseguire all’equipaggio le manovre, sono dati con l’uso del fischietto chiamato il “fischietto del nostromo”.
Il primo luglio di quest’anno la Nave scuola partirà per il giro del mondo che durerà ventidue mesi con 31 soste programmate in 28 paesi.

Chiara Morelli

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Foto di Erich Westendarp

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