Menti e Macchine: al Policlinico di Milano il futuro dell’IA tra etica e corsia

Menti e Macchine: al Policlinico di Milano il futuro dell’IA tra etica e corsia
policlinico.mi.it

di Fabio Morelli

MILANO, 25/09/2024 – Dalle intuizioni anatomiche di Leonardo da Vinci alle moderne neuroprotesi capaci di restituire il movimento: il passo è lungo cinque secoli, ma il cuore della sfida resta lo stesso. Al centro del dibattito che si terrà il prossimo 30 settembre nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, non ci saranno solo i bit e gli algoritmi, ma l’essenza stessa dell’essere umano di fronte all’avvento dell’Intelligenza Artificiale.

Il convegno “Meravigliose macchine”, coordinato dal Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale del Policlinico di Milano, riunirà un parterre insolito per un evento medico: magistrati, filosofi, informatici e manager siederanno allo stesso tavolo di ricercatori e clinici per esplorare i nuovi confini della medicina.

Oltre la tecnologia: la sfida dell’identità

L’IA non è più una promessa del futuro, ma una realtà che già oggi permette diagnosi fulminee incrociando database globali e interfacce cervello-computer che sfidano le disabilità motorie. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica sta travalicando il perimetro tecnico per investire l’identità stessa del paziente e del medico.

“Saranno le domande giuste che sapremo porre a noi stessi e alle macchine a darci la misura dell’innovazione”, ha anticipato Sergio Barbieri, direttore del Dipartimento e responsabile scientifico dell’evento. Secondo Barbieri, la vera bussola non è la potenza di calcolo, ma la coscienza critica capace di analizzare le risposte fornite dagli algoritmi.

Etica e trasparenza per una cura “corale”

Il focus della giornata si sposterà dalle applicazioni cliniche alle implicazioni morali. La gestione dei dati sanitari, la sicurezza dei sistemi e la responsabilità giuridica delle decisioni “suggerite” dalle macchine sono i nuovi nodi che la politica e la giustizia dovranno sciogliere.

L’approccio proposto dal Policlinico è rigorosamente corale: l’obiettivo è dimostrare che solo un dialogo trasparente tra le diverse professioni potrà garantire che l’IA rimanga uno strumento al servizio della salute e non un limite alla dignità umana. In un mondo in trasformazione, la “meravigliosa macchina” del corpo umano continua a evolversi, ma la sfida resta squisitamente etica: definire il confine tra natura e tecnica nella ricerca di una nuova idea di benessere.

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