20 maggio: giornata mondiale delle api

20 maggio: giornata mondiale delle api

Un terzo del nostro cibo dipende dall’incessante opera di impollinazione delle api e di altri insetti come bombi e farfalle, oggi minacciate in gran parte del mondo dall’uso dei pesticidi e dal comportamento umano. In occasione della Giornata Mondiale delle Api, un articolo che offre l’opportunità di riflettere sull’importanza della natura e sulla necessità di modificare il nostro rapporto con essa.

Cosa succederebbe se questi animali scomparissero dagli ecosistemi? Le conseguenze per l’ambiente e per l’uomo sarebbero devastanti! Dagli anni ’90 del secolo passato, molti apicoltori hanno sperimentato e denunciato un’anomala diminuzione delle colonie di api: oggi in Cina sono quasi completamente sparite e il loro numero sta drasticamente calando anche in America e in Europa. E se le api scomparissero dalla faccia della Terra? 

“Si stima che più di centomila varietà di piante scomparirebbero se le api non le visitassero”, ammoniva il premio nobel per la Letteratura nel 1911 Maurice Maeterlinck nel suo “La vita delle api” del 1901!

Da uno studio recente del Center for Biological Diversity of USA, l’impollinazione animale, la stragrande maggioranza della quale è ad opera delle api, permette il successo della riproduzione di circa il 90% delle piante da fiore selvatiche e il 75% delle colture alimentari destinate al consumo umano. Non solo il cibo è legato all’opera incessante di questi insetti ma anche la produzione indiretta di medicinali, fibre tessili, persino materiali da costruzione. 

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema così importante, l’ONU ha istituito la “Giornata mondiale delle api”, che cade il 20 maggio. Una data non casuale: innanzitutto, maggio è un mese centrale per l’impollinazione, mentre il giorno è quello in cui  nacque Anton Janša, un noto apicoltore sloveno, che nel XVII secolo scoprì e promosse nel suo paese delle tecniche innovative di apicoltura. La Slovenia, infatti è stato uno dei primi paesi a vietare l’uso di pesticidi già nel 2011, proprio per evitare lo spopolamento delle api.

I pesticidi non sono comunque l’unica causa della sparizione di questi laboriosi insetti: giocano un ruolo fondamentale anche il cambiamento climatico, l’inquinamento, la riduzione del loro habitat, l’intensificazione agricola, l’urbanizzazione ad opera dell’uomo e la diffusione di diversi parassiti, come il Varroa destructor, acaro che indebolisce le api in maniera irreversibile. Cosa fare? Intanto non bisogna pensare che anche noi, nel nostro piccolo, non possiamo contribuire alla salvaguardia delle api. Possiamo sostenere delle ONG o le associazioni che si battono per le api e gli altri insetti impollinatori, oppure adoperare qualche accortezza, piccole cose che fanno bene a noi e a loro, come coltivare nel proprio balcone una piantina di lavanda, timo, coriandolo, borragine o rosmarino, che sono anche molto utili in cucina oppure la calendula, dai fiori arancioni, il tagete e il girasole, tutte piante con le quali le api possono trovare sostegno. 

Poi quando il vostro angolo verde attirerà questi esserini gialli, potrete ripensare alla Felicità di cui Trilussa parlava nella sua poesia: “C’è un’ape che se posa su un bottone de rosa: lo succhia e se ne va. Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa”.

Chiara Morelli

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