La rivoluzione silenziosa: entro 5 anni il primo vero “salto” quantistico
di Fabio Morelli
MOUNTAIN VIEW – Il futuro dell’informatica non viaggia più su circuiti tradizionali, ma sulle onde della meccanica quantistica. Julian Kelly, direttore di Quantum AI di Google, ne è convinto: la tecnologia che finora è sembrata un miraggio scientifico sta per atterrare nel mondo reale. In un recente ed esaustivo colloquio rilasciato a La Repubblica, Kelly ha tracciato la rotta di una trasformazione che promette di riscrivere le regole della medicina, della chimica e della sicurezza informatica.
Il “decollo” del chip Willow
Per anni, il quantum computing è stato come un aereo dal design avveniristico rimasto però fermo in hangar. “Finora abbiamo costruito aerei bellissimi, ma nessuno volava davvero”, spiega Kelly nell’intervista. La svolta è arrivata con il nuovo chip Willow, capace di superare la “soglia di correzione degli errori”. In termini aeronautici: il chip è finalmente riuscito a staccarsi da terra e a sostenersi in aria.
Questo successo apre la strada a una scalabilità reale. Secondo Kelly, entro i prossimi cinque anni assisteremo al primo caso in cui un computer quantistico risolverà un problema pratico impossibile per qualsiasi supercomputer classico.
Medicina e ambiente: simulare l’impossibile
L’impatto più immediato? La farmaceutica. Kelly sottolinea a La Repubblica come i computer quantistici potranno simulare il comportamento di enzimi complessi, come il citocromo P450, permettendo di capire in anticipo quali farmaci funzioneranno e quali no, risparmiando anni di ricerca fallimentare.
Ma non c’è solo la salute. La tecnologia promette di rivoluzionare:
- L’agricoltura: decifrando i processi quantistici dei batteri del suolo per creare fertilizzanti più efficienti;
- L’energia: progettando batterie capaci di ricaricarsi più velocemente e durare più a lungo.
Il “momento ChatGPT” e l’unione con l’IA
Se i chatbot hanno reso l’Intelligenza Artificiale tangibile per tutti, Kelly prevede un simile “momento di massa” per il quantum computing quando la tecnologia diventerà scalabile e integrata con l’IA. Il rapporto tra queste due potenze sarà simbiotico: l’IA aiuta a progettare computer quantistici migliori, mentre questi ultimi forniranno all’IA dati di addestramento su fenomeni naturali finora inaccessibili, oltre a ottimizzare i processi di calcolo più complessi.
Cybersecurity: nessun panico da “Millennium Bug”
Sulla questione sicurezza e il rischio che i nuovi computer possano violare le attuali crittografie, Kelly invita alla calma, proponendo un’analogia con il Y2K (il Millennium Bug del 2000). Come allora, c’è una grande consapevolezza e un lavoro di preparazione globale guidato da istituzioni come il NIST. “Se faremo il lavoro di preparazione per il passaggio alla crittografia post-quantum”, assicura il manager di Google a Repubblica, “la transizione sarà tranquilla”.
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