Le missioni Artemis e Chang’e 6: destinazione Luna

Le missioni Artemis e Chang’e 6: destinazione Luna

di Chiara Morelli

Il nostro satellite, così “vicino” ma poco esplorato, è meta di sogni e aspirazioni ma anche di spedizioni che potrebbero portare a nuove scoperte con un impatto significativo per la nostra tecnologia e per la comprensione maggiore dei fenomeni astronomici e terrestri.

Lancio di Artemis I

Dopo l’ultimo allunaggio del 1972, la Nasa tornerà sulla Luna con Artemis II, la missione lunare con equipaggio – senza sbarco – prevista inizialmente per il 2024 ma rinviata a fine 2025. A dare l’annuncio la Nasa nella conferenza stampa del 9 gennaio scorso che ha confermato lo slittamento anche della missione Artemis III per il 2026, che prevede anche lo sbarco dell’equipaggio sulla Luna.
Questi ritardi sono dovuti alla verifica di alcuni problemi di sicurezza emersi durante l’analisi post-missione di Artemis I, senza equipaggio. In particolare, alcune parti dello scudo termico a protezione della capsula – quella dove andrà ad alloggiare l’equipaggio nelle successive missioni – della navicella Orion, al rientro nell’atmosfera terrestre, si sono staccate durante la manovra di “salto”.

 

Questa procedura consiste nel far attraversare l’atmosfera terrestre alla navicella facendola rimbalzare come un sasso sull’acqua, generando una scia luminosa di plasma. La navicella penetra nell’atmosfera ad una velocità di circa 11 chilometri al secondo, oltre 32 volte superiore alla velocità del suono.

Con Artemis II, quattro astronauti, tre uomini e una donna, a bordo della navicella Orion sorvoleranno, senza atterrare, il nostro satellite per dieci giorni mentre con la spedizione successiva è previsto anche l’allunaggio.

Lancio della navicella Chang'e 5

Anche la Cina è in lizza per andare sulla Luna e lo farà con la missione Chang’e 6. China Aerospace Science and Technology Corp, ha dichiarato che il piano è stato elaborato congiuntamente da Cina e Francia nel 2019, così Chang’e 6 porterà dispositivi francesi – ma anche italiani e svedesi – sulla Luna per compiti scientifici. Il lancio è previsto per il prossimo maggio e lo scopo della missione, della durata di 53 giorni, è quello di prelevare campioni della superficie lunare e l’esplorazione scientifica del nostro satellite, in particolare del lato “nascosto”. Chang’e è la dea della luna cinese dalla quale il programma di esplorazione lunare di Pechino prende il nome.

Chang’e 6 sarà composto da quattro componenti: il modulo orbiter, il lander, l’ascender e il modulo di rientro.

Il lander scenderà nel bacino Apollo e raccoglierà, con trapano e paletta, fino a due chili di materiale prelevato dal South Pole Aitkin Basin, il cratere più profondo della Luna. Il materiale verrà poi caricato su un veicolo di risalita che attraccherà sul modulo di servizio in orbita. Di lì il prezioso carico sarà portato sulla Terra in una capsula di rientro, per poi essere studiato. Se la missione andrà a buon fine, sarà la prima volta che l’uomo metterà le mani sui campioni del lato oscuro della Luna, la parte più antica in termini geologici del nostro satellite.

Queste missioni rappresentano un passo di importanza strategica per l’umanità nell’esplorazione spaziale entro e oltre i confini terrestri.

© Riproduzione riservata

Photo-video credits: “Launch of Chang’e 5” di China News Service è concesso con licenza CC BY 3.0.

Chang’e 5 HIRES panorama” di RikyUnreal è concesso con licenza CC BY-NC-SA 2.0.

“Artemis I Launch (NHQ202211160024)” by NASA HQ PHOTO

 

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