Roesler Franz: un sogno chiamato Roma

Roesler Franz: un sogno chiamato Roma

Artista dalla rara sensibilità, Roesler seppe raccontare, attraverso la tecnica dell’acquerello, la città eterna coi suoi scorci, le sue luci sognanti, i suoi colori unici.

Acquarellista della corrente dei Realisti e fotografo, E. F. Roesler (Roma, 1845-1907) (in foto) è stato un pittore tra i più attivi del suo tempo sia in Italia che all’Estero, e uno dei fondatori della Associazione Acquerellisti Romani, nata nel 1875. Inizia la sua formazione artistica relativamente giovane, a diciotto anni, prima studiando nella Congregazione dei Fratelli delle scuole cristiane a Roma e poi all’Accademia di Santa Lucia. Frequenta, anche per lavoro, gli ambienti inglesi e risente chiaramente degli influssi culturali e artistici d’oltremanica, in un periodo che riflette ancora il fascino del Grand Tour, quella consuetudine, nata nel XVII secolo che portava molti aristocratici europei a visitare per lunghi periodi i luoghi della cultura, l’Italia in particolare, e apprenderne la politica, l’arte e le antichità. Famosi rimangono i viaggi di Goethe, Montaigne e Stendhal.
Quest’ultimo, uscendo dalla Basilica di Santa Croce in Firenze, sopraffatto dalla bellezza, ebbe un malore che così descrive: 

Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. 

Stendhal

Una sensazione che poi passerà alla storia con il nome di Sindrome di Stendhal. In questo clima culturale, si inserisce l’opera di Roesler e la sua passione Roma, le sue piazze, i suoi scorci, le sue rovine, che immortalerà in moltissime opere confluite, poi, in una raccolta di 120 acquerelli che lo ha consacrato all’immortalità: Roma pittoresca – Memorie di un’era che passa. 

Roma, la città eterna, viene celebrata così da Roesler in un tripudio di forme e colori sognanti, con una tecnica capace di rendere le atmosfere della città, la trasparenza del cielo e del Tevere, quest’ultimo tanto caro al pittore perché simbolo della vita che scorre.

Roesler ebbe, fra gli altri, due grandi meriti. Da una parte, aver immortalato una Roma che da lì a poco sarebbe cambiata per far posto alle istanze della modernità. I suoi acquerelli sono per noi una fonte preziosa per comprendere la vita e i costumi dei romani del tempo e per la ricerca archeologica.
L’altro grande merito è di aver mostrato all’Italia le potenzialità della tecnica dell’acquerello, all’epoca ancora considerata inferiore rispetto alle tecniche storiche, facendo propria la tradizione acquerellista britannica di pittori come John Robert Cozens, Thomas Girtin, J.M. W. Turner e Thomas Gainsborough.
La maggior parte degli acquerelli di Roesler sono oggi conservati nella collezione Roma Sparita del Museo di Roma in Trastevere in piazza Sant’Egidio. La collezione è composta da 119 opere alcune delle quali esposte permanentemente. 
L’acquerello mancante, la raffigurazione di Palazzo Mattei alla Lungaretta, fu smarrito a Colonia nel 1966 durante una mostra.

Moreno Stracci

© Riproduzione riservata

Photo credits

“05 RoeslerFranz a Tivoli – festa romana.JPG” by Ettore Roesler Franz (cropped) 

“Ettore Roesler Franz.jpg” by Finarts

“Torre della scimmia in Rome” by Alessandro57 

“Tivoli_Ponte_Lupo.jpg” by Finarts

QUIA MAGAZINE CLUB   QUIA MAGAZINE sfoglia la rivista -  pubbicato il focus su L'amore di Dante per Beatrice nella lettura di un sonetto della Vita Nova - pubblicata la terza unità del Corso base di Scrittura Giornalistica - pubblicato l'articolo Oltre la tela: la Lowbrow Art -  pubblicato il podcast Shakespeare, il mistero della sua scrittura  -   pubblicata la terza parte dell'audiolibro "La contessa d'Amalfi" di Gabriele D'Annunzio