SPAM: dalla carne in scatola al web

SPAM: dalla carne in scatola al web

Lo spam è un messaggio indesiderato o non richiesto, inviato in grandi quantità e in maniera invasiva tramite la posta elettronica, i software o via social, per promuovere prodotti e servizi commerciali, o per diffondere virus informatici o truffe online eppure la sua storia è molto curiosa.

Il primo caso documentato di spamming tramite l’uso dell’email è avvenuto il 3 maggio 1978, quando un programmatore e rappresentante di marketing dell’azienda DEC (Digital Equipment Corporation) di nome Gary Thuerk, inviò una serie di messaggi pubblicitari a circa 400 utenti del network di ARPANET, un antenato di Internet. Il messaggio datato primo maggio 1978 aveva richiesto vari giorni per la sua stesura e per le tante modifiche e correzioni apportate, e promuoveva un prodotto informatico. Le reazioni degli utenti che lo ricevettero furono contrastanti: chi lo definì innovativo, chi lo condannò come una forma eccessivamente invasiva di pubblicità, fatto sta che da allora, lo spamming è diventato un problema sempre più diffuso su Internet.
Nel 1993 fu coniato il termine SPAM: inizialmente era il marchio di una carne in scatola a base di maiale e spezie, la “Spam” per l’appunto, prodotta dall’azienda americana Hormel Foods Corporation divenuta famosa negli anni ’70 grazie a degli sketch comici del gruppo britannico dei Monty Python intitolato proprio “Spam” dove la cameriera cercava di vendere a tutti i clienti lo stesso piatto a base di carne lessa. La “Spam” era anche la carne che veniva data ai soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale: oggi è diventato un piatto tipico di base della cucina hawaiana.

La parola “spam” venne poi utilizzata in ambito informatico per indicare questi messaggi indesiderati e fastidiosi, proprio come la carne in scatola “Spam” che si trovava ovunque nei supermercati ma che non piaceva a nessuno.

Negli anni 2000, furono introdotte alcune leggi per combattere lo spam, come il “Can-Spam Act” negli Stati Uniti e la “Direttiva sull’e-privacy” dell’Unione Europea. Nonostante queste contromisure lo spam continua ad essere un problema diffuso e sempre più sofisticato, con lo sviluppo di tecniche di ingegneria sociale, phishing e malware.

Fabio Morelli

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