19 marzo: San Giuseppe

19 marzo: San Giuseppe

La figura di Giuseppe, spesso considerata come marginale, è avvolta dal mistero del tempo eppure richiama ogni uomo al fondamentale ruolo di padre. La sua storia ci insegna che ogni uomo, genitore o meno, ha l’opportunità e il dovere di crescere l’umanità.

I primi a celebrare la Festa del Papà in Italia furono dei monaci benedettini nel lontano 1030. La festività fu poi estesa a tutta la Chiesa da Papa Gregorio XV nel 1621. In Italia e in altri Paesi a tradizione Cattolica, la Festa del papà cade il 19 Marzo di ogni anno. Tra le diverse eccezioni, da ricordare che in Germania la ricorrenza coincide con il giorno dell’Ascensione. In America, invece, viene festeggiata ogni terza domenica di Giugno e in Russia il 23 Febbraio, che coincide con il Giorno dei Difensori della Patria. In altri Paesi le celebrazioni sono legate a tradizioni locali.
Questa festività nasce in onore di San Giuseppe, sposo di Maria e padre “putativo” di Gesù (dal latino puto cioè “ritenuto” suo padre). Giuseppe, uomo giusto e puro, è simbolo di umiltà e dedizione alla famiglia. Non si hanno molte notizie del Santo. In alcuni testi antichi viene descritto come un giovane carpentiere (o proprio un ρχιτέκτων – architéktōn, “ingegnere, capo costruttore”). Nato probabilmente a Betlemme e discendente dalla stirpe del re Davide, abitava nella piccola città di Nazareth. Secondo alcune supposizioni non riconosciute dalla Chiesa, prima di conoscere Maria ebbe un’altra moglie che lo lasciò vedovo prematuramente e con sei figli da accudire e da crescere. Venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa, San Giuseppe viene dichiarato Patrono della Chiesa Cattolica l’8 dicembre del 1870 da Pio IX.
Nei Vangeli non si hanno notizie della sua morte; solo in alcuni vangeli apocrifi si narra che il santo morì all’età di 111 anni (numero dalle forti valenze simboliche), in piena salute e lavorando fino al suo ultimo giorno. San Giuseppe è patrono anche dei carpentieri, dei moribondi, dei lavoratori e di tutti i padri di famiglia.
Nell’arte, Giuseppe viene sporadicamente rappresentato come soggetto principale della scena: compare di solito in rappresentazioni della Sacra Famiglia o della Fuga in Egitto. I suoi attributi iconografici tradizionali sono la verga fiorita, il mantello color giallo-arancio e, più raramente, il giglio e il bastone del viandante. È solitamente rappresentato come un uomo anziano e barbuto.

Scuola veneta - Altare di San Giuseppe, già di San Marco - Santi Giovanni e Paolo

Nella nostra società troviamo tanti esempi di papà: c’è il papà materno, quello amico, l‘assente, il tiranno, l’autorevole, l’amorevole, il padre padrone, il papà compagno o quello “suo malgrado”.
In ogni caso i “bravi” papà non devono fermarsi solo alla parte piacevole e ludica della paternità, seppur importante e necessaria per la crescita di ogni individuo; o addirittura avere paura di non essere in grado di sostenere un ruolo così rilevante e fondamentale perché il “mestiere” di papà non è cosa facile e non esiste un genitore perfetto.
Il temperamento futuro dei nostri figli evolverà in una personalità equilibrata solo e soltanto con il comportamento amorevole e fiduciario di chi li accudisce che, con amore, con responsabilità e autorevolezza parteciperà al percorso educativo di quel cucciolo di uomo nato dalla loro essenza (non necessariamente biologica), e ne faranno un essere felice di se stesso e di chi gli sarà accanto nel suo percorso di vita.

Ambra Frezza

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Viva tutti i buoni papà del mondo!

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