Gagarin: il primo uomo nello spazio

Gagarin: il primo uomo nello spazio

Il 1961 è un anno fondamentale per la storia dell’umanità. Il sogno di volare nello spazio diviene realtà. Quel sogno rincorso in tutti i luoghi della terra e in ogni epoca aprirà le porte all’esplorazione dell’infinito. Dopo oltre 60 anni, siamo riusciti a trarne buoni insegnamenti?

Era il 12 aprile 1961, quando l’astronauta russo trentaquattrenne Jurij Gagarin guardò la Terra come nessuno mai l’aveva vista prima: dallo spazio, il primo essere umano ad orbitare intorno al nostro pianeta.
Dopo aver mandato in orbita la cagnolina Laika, di cui parleremo in un altro articolo, nel 1959 il Governo Sovietico avviò le selezioni per scegliere un giovane pilota da inviare nello spazio: il profilo richiesto era una “eccellente forma fisica e non più di un metro e settanta di altezza”.
Il pilota era il candidato perfetto e venne scelto, tra i selezionati, perché alto solo un metro e cinquantasette. Dopo una serie di test per valutare la sua resistenza fisica ma soprattutto psicologica, Jurij era pronto a partire per questa incredibile impresa. Poco prima di entrare nella navicella Vostok 1, le sue parole furono:
Cari amici, conosciuti e sconosciuti a me, concittadini e persone di tutti i paesi e continenti! In pochi minuti una potente astronave mi porterà nelle distanti distese dello spazio. Cosa posso dirvi in questi ultimi minuti prima dell’inizio? Tutta la mia vita sembra essere condensata in un momento meraviglioso. Tutto ciò che ho sperimentato e fatto finora è stato in preparazione di questo momento… Ti rendi conto che è difficile esprimere come ci si sente ora – quando il momento della prova, per la quale ci siamo addestrati a lungo e appassionatamente, è così vicino. Non devo dirvi cosa ho provato quando mi è stato suggerito di fare questo volo, il primo nella storia. Gioia? No, era qualcosa di più. Orgoglio? No, non era solo orgoglio. Ho provato una grande felicità. Essere il primo ad entrare nel cosmo, battersi da solo in un duello senza precedenti con la natura – qualcuno potrebbe sognare qualcosa di più grande di questa? Ma subito dopo ho pensato all’enorme responsabilità che ricadeva su di me: essere il primo a fare ciò che generazioni di persone avevano sognato; essere il primo a spianare la strada allo spazio per l’umanità. Se sono contento di partire per questo volo spaziale? Certo che sono felice. Dopotutto, in tutti i tempi e in tutte le epoche la più grande felicità per le persone è stata partecipare a nuove scoperte”.

Capsula di Gagarin

Gagarin, nome in codice per la missione, Kedr, “cedro”, volò per un totale di 108 minuti di cui 9 minuti per entrare in orbita. Dopo il suo rientro sulla Terra, fu subito nominato eroe dall’URSS e decorato con l’Ordine di Lenin, viaggiando poi in tutto il mondo promuovendo, con la sua impresa, la pace. Gagarin non tornò più nello spazio perché quello che rappresentava per il Cremlino e per il mondo intero era importante non metterlo in pericolo. Gli fu comunque concesso di pilotare dei caccia e morì, per beffa del destino, durante un’esercitazione: secondo le fonti ufficiali “la ragione più probabile della catastrofe fu una manovra brusca realizzata per evitare di scontrarsi contro un grosso pallone meteorologico che avrebbe portato il caccia a un regime di volo critico e a cadere in una spirale discendente”.

Chiara Morelli

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