Harry Potter e la magia del Natale

Harry Potter e la magia del Natale

di Fabio Morelli

I libri e i film su Harry Potter, successo planetario della scrittrice JK Rowling, non sono propriamente natalizi men che meno cristiani, anzi parlano di magia e stregoneria, eppure vengono associati a questo periodo e i film proiettati in tv nella ormai tradizionale maratona natalizia. Come mai maghi e streghe per la Rowling festeggiano in modo così sentito il Natale dei Babbani (le persone che non possiedono poteri magici, ndr)? Vediamo perché!

Sicuramente molti dei film della saga sono ambientati in inverno, con queste scene anche all’esterno di paesaggi innevati e atmosfere incantate che richiamano il periodo e lo spirito del Natale. Ma se andiamo a vedere bene le scene raccontate sia nei libri che nei film, ci sono riferimenti al Natale molto chiari! Il Natale ad Hogwarts scandisce non solo le festività scolastiche ma anche il periodo di festeggiamenti e addobbi, ed è un punto fermo, una certezza per i protagonisti, nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà da affrontare: è questo il momento in cui il Harry si sente veramente a casa. Così come nella realtà, anche nella saga questo è il momento giusto per coltivare quei sentimenti che ci legano agli altri, l’amore, l’amicizia, l’affetto per la propria famiglia (che sia di sangue o meno): un periodo di riflessione dove i protagonisti devono far tesoro di ciò che hanno imparato, riflettere su quanto è accaduto e su ciò che è il momento di fare.

In Harry Potter e la Pietra Filosofale, il piccolo mago riceve come regalo di Natale il mantello dell’invisibilità appartenuto a suo padre mentre l’amico Ron riceve un buffo maglione di lana fatto dalla madre Molly.

In Harry Potter e il calice di fuoco, la Rowling ci invita nella sala grande per partecipare al Ballo del ceppo (in inglese: Yule Ball), dove le danze vengono aperte dei campioni del Torneo Tre Maghi e a cui possono partecipare solo gli studenti a partire dal quarto anno.

In pochi sanno però che questa tradizione non è frutto della fantasia dell’autrice: lo Yule è una festa appartenente al paganesimo nordeuropeo legata simbolicamente al ceppo, in rappresentanza della luce. Yule, celebrata durante il solstizio d’inverno, tra il 19 e il 22 di dicembre, rappresenta il momento in cui il sole tocca il punto di massima declinazione. Da ora, quindi, l’astro effettua una rinascita simbolica, e ognuno di noi rinasce con lui. Questa celebrazione è stata poi ripresa anche nel Natale cristiano e ancora il ricordo sopravvive nel dolce tipico a forma di ceppo, il tronchetto di Natale.

Nel film Harry Potter e l’Ordine della Fenice, dopo l’ultimo incontro nella stanza delle necessità, prima delle vacanze di Natale, dell’Esercito di Silente, Harry e Cho si baciano proprio sotto il vischio.

Un grande ciocco di quercia arde nel camino, lasciando all’esterno il freddo gelido dell’inverno. Il natale porta sempre con sé questa sensazione di sicurezza, creando un calore quasi protettivo, che non solo riscalda il nostro corpo, ma anche il nostro cuore, riempiendolo dei più gioiosi sentimenti. Forse proprio per questo è un periodo che di frequente viene ripreso nella cinematografia: per ricreare nello spettatore queste sensazioni.

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