Renon: le piramidi di terra

Renon: le piramidi di terra

La natura è un’artista generosa e irraggiungibile: crea incessantemente le sue meraviglie e dona all’umanità preziose lezioni. Le piramidi di terra ci insegnano che le cose accadono solo a certe condizioni: creiamo le condizioni giuste e la vita sboccerà in noi.

Le piramidi di terra sono un fenomeno geologico che ritroviamo in diversi luoghi del pianeta: Turchia, Stati Uniti d’America, Serbia, Bulgaria, Francia, Norvegia. In Italia, sono diverse le regioni alpine nelle quali sono presenti: Piemonte, Lombardia e soprattutto Trentino-Alto Adige. In particolare, le piramidi di terra (in tedesco Erdpyramiden) dell’altopiano del Renon sono considerate le più caratteristiche e spettacolari.
Dal punto di vista geologico, sono un fenomeno di origine morenica ossia dovuto all’azione di trasporto di materiali da parte dei ghiacciai. La loro forma caratteristica è quella di un cono di detriti solidificati sormontato da una grande pietra. Per la loro forma, ricordano dei comignoli e per questo sono popolarmente chiamate camini delle streghe.
La formazione delle piramidi di terra richiede migliaia di anni e avviene grazie all’azione dei ghiacciai, della neve e delle piogge, in particolari condizioni climatiche e paesaggistiche. Le piramidi si formano in zone caratterizzate da forti piogge alternate a lunghi periodi di siccità. Qui, i detriti morenici depositati su versanti ripidi e protetti dal vento vengono dilavati dall’azione della pioggia e dallo scioglimento della neve, che creano solchi sempre più pronunciati e compatti. Il dilavamento porta alla luce pietre che riescono a trattenere, in parte, i detriti. Con il passare del tempo questi assumono la forma di cono. La formazione di queste particolari strutture non è dovuta al loro innalzamento ma al dilavamento delle aree ai fianchi del masso. In un certo senso, quindi, le piramidi emergono dalla terra. Oltre che dalla morfologia del territorio e dal clima, la loro formazione è condizionata anche dalla composizione del materiale morenico e dalla forma delle pietre. Queste ultime non devono essere troppo arrotondate per impedire una rapida erosione della piramide, dovuta alla pioggia che scorrerebbe sotto il masso e lungo i suoi fianchi; i detriti devono, invece, avere una composizione ben definita: sabbia e limo mescolati a ciottoli creano la ricetta perfetta. Le prime rendono la struttura impermeabile, i secondi danno consistenza.

Le piramidi di terra sono comunque soggette a una continua opera di erosione che porta a un loro progressivo assottigliamento. Quando la piramide diventa troppo sottile, non riesce più a sostenere il peso del masso e si sgretola e frana. E così il ciclo di formazione di nuove piramidi ricomincia.
Strutture così particolari hanno chiaramente nutrito la fantasia dei popoli nel corso dei millenni. Una leggenda dell’Alto Adige narra così: molto tempo fa, un prete di Longomoso aveva celebrato messa a Monte di Mezzo. Si era rimesso in cammino verso casa che era già buio. Il sentiero passava per la Gola del Rio Fosco. Lì lo attendevano delle streghe. Cantavano e danzavano intorno a lui per spaventarlo ma il prete iniziò a recitare il Rosario. Le streghe allora si infuriarono e cercarono di spingerlo a valle. Il prete lanciò su di loro un anatema, e immediatamente le streghe si trasformarono in statue di argilla: le piramidi! Da quel giorno, nessuno doveva più temerle.

Fabio Franzoni

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