Zanzare armate: il World Mosquito Program e la battaglia alle malattie

Zanzare armate: il World Mosquito Program e la battaglia alle malattie

di Chiara Morelli

Fastidiose, infette, pericolose, le zanzare non hanno certo una buona reputazione eppure per il World Mosquito Program della Monash University di Melbourne, sono una vera e propria risorsa rivoluzionaria.

Un programma innovativo applicato con successo in diversi paesi come l’Australia, l’Honduras, il Brasile, la Colombia e il Messico, capace di combattere la zika, la chikungunya e in particolare la dengue, malattie virali trasmesse all’uomo dalle punture delle zanzare che a loro volta hanno punto persone infette. 

Per la dengue, il vettore principale è la zanzara Aedes, in particolare la zanzare della febbre gialla Aedes aegypti,e le zanzare tigri asiatiche Aedes albopictus. La dengue è una malattia che causa milioni di contagi l’anno (si stima tra i 100 e i 400 milioni di infezioni), numeri che a causa dei cambiamenti climatici e la tropicalizzazione delle regioni sono in costante aumento. I sintomi della malattia vanno dalla febbre alta, ai dolori muscolari, nausea, vomito, mal di testa e irritazione della pella ma in alcuni casi può portare anche alla morte sotto forma di febbre emorragica.

Non esistono cure specifiche per questa malattia ma se la lotta e il contenimento sistematico e continuativo alle zanzare, con le campagne di disinfestazione e i vaccini, sono stati fino a poco fa l’unico metodo per ridurre il rischio di epidemie, oggi il World Mosquito Program intende ribaltare la situazione utilizzando lo stesso vettore di trasmissione per combattere il virus.

Come? Rilasciando nell’ambiente delle zanzare “armate” infettate con batteri appartenenti al genere Wolbachia che riducono – fino al 95% – la capacità dei virus di replicarsi limitandone quindi la possibilità di trasmissione e riducendo il numero delle ospedalizzazioni, per i casi più gravi, fino all’86%. 

La Wolbachia è un genere di batteri già presenti in natura nel 60% degli insetti tra cui alcuni tipi di zanzare, i moscerini della frutta, le libellule, falene e farfalle ma che non lo sono nella famigerata zanzara Aedes.

Con il metodo sviluppato dal WMP questi batteri vengono introdotti all’interno delle uova di zanzara Aedes, grazie ad aghi microscopici: è una tecnica di ingegneria genetica e non modifica il DNA delle zanzare. I Wolbachia si inseriscono nelle cellule intestinali di queste zanzare e, con la riproduzione, verranno trasmessi alle generazioni future. 

 

Un metodo sicuro, come garantisce il WMP: “Analisi di rischio indipendenti indicano che il rilascio di zanzare Wolbachia comporta rischi trascurabili per l’uomo e per l’ambiente”. Il progetto è stato portato avanti oltre che con Medici Senza Frontiere anche con le comunità locali delle zone colpite che hanno avuto il ruolo prezioso di contribuire non solo a valutare i siti che richiedevano interventi più urgenti ma anche a monitorare la popolazione di zanzare e la corretta gestione dei rifiuti e delle riserve d’acqua, limitando così il proliferare di questi insetti.

Malattie come la dengue sono un flagello tremendo in rapida espansione: a febbraio scorso il Perù ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria a causa del numero dei contagi cresciuto del 95% rispetto lo scorso anno con un territorio che affronta problemi legati ai contagi per l’83% della regione.

© Riproduzione riservata

QUIA MAGAZINE CLUB   Pubblicato l'articolo: Bill Traylor: un outsider dell'arte americana  -  QUIA MAGAZINE sfoglia la rivista -  pubbicato il focus su L'amore di Dante per Beatrice nella lettura di un sonetto della Vita Nova - pubblicata la terza unità del Corso base di Scrittura Giornalistica - pubblicato l'articolo Oltre la tela: la Lowbrow Art -  pubblicato il podcast Shakespeare, il mistero della sua scrittura  -   pubblicata la terza parte dell'audiolibro "La contessa d'Amalfi" di Gabriele D'Annunzio