Sanremo, il “Padre” dell’Eurovision
di Fabio Morelli
Quando parliamo del Festival di Sanremo, non stiamo solo citando la kermesse canora più longeva d’Italia, ma la vera e propria scintilla vitale da cui ha avuto origine quello che oggi conosciamo come Eurovision Song Contest.
Nato nel 1951, Sanremo fu l’ispirazione diretta per la nascita dell’Eurovision nel 1956: l’Europa, ferita dal dopoguerra, cercava un linguaggio comune per unirsi, e lo trovò proprio nel format della riviera ligure.
L’intuizione di Sergio Pugliese e l’Eurofestival
La scintilla originale che ha visto la nascita dell’Eurovision nel 1955 fu di un italiano: Sergio Pugliese (in foto).
Giornalista e drammaturgo, Pugliese, all’epoca presidente della RAI, suggerì all’EBU (European Broadcasting Union o UER Unione Europea di Radiodiffusione) di creare un concorso canoro paneuropeo che si ispirasse liberamente al Festival di Sanremo, kermesse canora che in Italia stava già riscuotendo un successo clamoroso dopo soli cinque anni di vita.
L’intento era duplice: da una parte avvicinare gli Stati europei ancora feriti dalla Seconda Guerra Mondiale, dall’altro promuovere la diffusione della televisione, allora agli albori, in tutto il continente.
L’idea fu accolta positivamente dall’allora direttore generale dell’EBU, Marcel Bezençon.
La neonata competizione canora per decenni si chiamò Eurofestival, confermando il legame con il Festival italiano.
I primi passi
La “prova generale” avvenne il 24 maggio 1956 a Lugano. Vinse la Svizzera con Lys Assia che cantò “Refrain”, mentre l’Italia schierò le prime due classificate di Sanremo, Franca Raimondi con “Aprite le finestre” e Tonina Torrielli con “Amami se vuoi”. L’anno seguente Nunzio Gallo presentò “Corde della mia chitarra”.
Per anni, Sanremo fu la selezione naturale e indiscussa.
Il Grande Buio (1998 – 2010)
Nonostante successi storici (come Gigliola Cinquetti nel 1964 e Toto Cutugno nel 1990), l’interesse della RAI verso il concorso europeo scemò drasticamente.
Dopo il 1997 (con l’ottimo quarto posto dei Jalisse), dal 1998 al 2010, l’Italia si è ritirata quasi ininterrottamente dall’Eurovision. I motivi erano legati a uno scarso interesse commerciale e a una percezione del concorso come “poco prestigioso” rispetto alla centralità assoluta di Sanremo per il mercato italiano.
Nel 2011 l’Italia torna in gara con Raphael Gualazzi (vincitore dei Giovani a Sanremo). Da quel momento, il legame è tornato solidissimo. L’Italia fa parte delle “Big Five” ed essendo tra i maggiori contribuenti dell’EBU, accede direttamente alla finale senza passare per le semifinali. Il culmine di questo legame è stata la vittoria dei Måneskin nel 2021, che ha trasformato l’Eurovision in un fenomeno pop di massa anche per le nuove generazioni italiane, portando l’edizione 2022 a Torino.
Da Sanremo all’Eurovision, tutti i vincitori
I tre vincitori italiani (tutti passati da Sanremo) sono stati:
- nel 1964: Gigliola Cinquetti – Non ho l’età
- nel 1990: Toto Cutugno – Insieme: 1992
- nel 2021: Måneskin – Zitti e buoni
Il primo posto italiano arrivò il 21 marzo 1964. La sedicenne Gigliola Cinquetti, con la celeberrima “Non ho l’età”, conquistò l’Europa diventando la più giovane vincitrice di sempre fino a quel momento.
Bisognò attendere il 1990 per tornare sul gradino più alto. In un’Europa segnata dalla caduta del Muro di Berlino, Toto Cutugno trionfò a Zagabria con “Insieme: 1992”, un inno all’integrazione europea.
Nel 2021, a Rotterdam, i Måneskin hanno riscritto la storia. Con “Zitti e buoni”, hanno portato il rock crudo e l’autenticità generazionale sul palco europeo, vincendo dopo 31 anni di astinenza. La loro vittoria non è stata solo un trionfo musicale, ma un cambio di paradigma: i media mondiali (dalla BBC al Guardian) hanno celebrato la capacità dell’Italia di abbattere i cliché del “bel canto” tradizionale.
Da allora, l’Italia è un modello di riferimento costante, con piazzamenti sempre in Top 10.
Chi partecipa oggi?
Oggi, il regolamento del Festival di Sanremo prevede che il vincitore della categoria Big abbia il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest (ESC).
Tuttavia, non è un obbligo automatico. Prima dell’inizio di Sanremo, tutti gli artisti devono dichiarare se, in caso di vittoria, accettano di partecipare all’Eurovision. Se il vincitore rifiuta (come fece il gruppo degli Stadio nel 2016), la RAI sceglie internamente un altro partecipante (nel 2016 fu scelta Francesca Michielin, arrivata seconda).
Oggi, il legame tra Sanremo e l’Eurovision è più saldo che mai. Con la finale del Festival, l’Italia sceglierà il suo nuovo ambasciatore musicale, continuando una storia iniziata oltre settant’anni fa da un’idea di Sergio Pugliese.
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