A tutto Sanremo 74esima edizione: la pagella di Quia Magazine

A tutto Sanremo 74esima edizione: la pagella di Quia Magazine

di Pamela Stracci

Dal 6 febbraio al 10 febbraio, in prima serata su RAI1, torna l’atteso appuntamento canoro e musicale italiano, il Festival di Sanremo alla sua 74esima edizione. La kermesse famosa in tutto il mondo sarà condotta sempre dal brillante Amadeus. 

Quattro serate di musica indiscussa per un Festival di Sanremo alla sua 74esima edizione che è stato capace di accontentare tutti i gusti + 1, come direbbe  Ron Weasley in Harry Potter. Tante le musicalità proposte e gli spunti di riflessione, ma anche i temi sociali contenuti nei testi e proposte dai cantanti ad un pubblico che c’è all’ascolto. Dal ritmo tribale di Ghali che con “Casa mia” inneggia la pace e ci parla delle sue radici alla cumbia di Angelina Mango, dall’energia dei Ricchi e Poveri alla delicatezza di Mr. Rain.

In tutto questo Amadeus è un padrone di casa impeccabile e attento a tutto – o quasi – che entra subito nel vivo dell’evento proponendo le esibizioni con quel ritmo serrato da dj set che non vuole lasciare spazio ad altro se non alla musica. Piace anche il coinvolgimento e la complicità con la moglie Giovanna sempre in prima fila con il figlio, perchè questo riporta ad una dimensione familiare del nostro Festival nazionale e trasmette anche un bel messaggio in questi tempi così incerti e per molti versi vuoti. Meno il segno della croce ostentato prima di salire uscire sul palco.

Nella prima serata, le votazioni dei giornalisti della Sala Stampa hanno decretato una classifica provvisoria che ha voluto al primo posto una energica Loredana Bertè con Pazza, a seguire Angelina Mango con La noia poi Annalisa con Sinceramente, Diodato con Ti muovi e infine un inedito Mahmood con Tuta gold.

Concluse le esibizioni della seconda e terza serata del Televoto e della Giuria delle Radio,  la classifica provvisoria è stata stravolta! Solo Angelina Mango con La noia rimane in classifica e a lei va il primo posto, seguita da Ghali con Casa miaAlessandra Amoroso con Fino a qui, Il Tre con Fragili e infine con Mr. Rain e la sua Due altanene.

Ma adesso veniamo a noi, perchè qui in redazione stavamo fremendo aspettando di chiudere la pagella di Quia Magazine!

 

La pagella di Quia Magazine

Sappiamo bene che giudicare le canzoni del Festival solo da un’ascolto è un azzardo perché le nuove musicalità e le parole devono essere assorbite, capite, digerite. Quindi abbiamo atteso sino a oggi e le abbiamo sentite più e più volte: ce ne sono alcune che non si levano proprio dalla testa! 

Ecco la classifica di Quia Magazine.

Clara con Diamanti grezzi: Prima artista ad esibirsi, ha inaugurato questo Festival senza tradire emozioni. Una sicurezza e una mimica per la ventiquattrenne che sicuramente è stata aiutata dal suo lavoro di attrice: è nota al grande pubblico infatti per il ruolo di Giulia nella serie televisiva di successo targata RAI Fiction, “Mare fuori”. Diamanti grezzi ha un ritmo serrato non privo di emozione. VOTO 7+

 

Sangiovanni con Finiscimi: Il palco dell’Ariston accoglie un Sangiovanni timido ed emozionato, molto interiorizzato. Finiscimi ha un ritmo pacato che fa assomigliare la canzone più a un dialogo interiore che a una vera e propria esplosione di sentimenti. VOTO 7

 

Fiorella Mannoia con Mariposa: “Una sposa sopra l’altare” come recita il testo di Mariposa nelle prime battute: vedendola sul palco della prima erata ci ha dato proprio questa impressione con una mise raffinata e di classe sfoggiata con consapevolezza. Un ritmo gitano coinvolgente sin dall’inizio per un testo sensuale e magnetico. VOTO 8 ½

 

La Sad con Autodistruttivo: Incipit da coro da stadio per Autodistruttivo, il debutto del trio punk La Sad. I tre ragazzi portano all’Ariston il grido dei giovani e lo fanno con tutta la forza che hanno in corpo. Look sad con bustier di ossa metallizzate, voce non proprio pulita, saltelli ovunque per raccontare la tristezza, il vuoto e urlare tutto il loro malessere. C’è da lavorare. VOTO 6½

 

Irama con Tu no: Come sempre questo ragazzo è capace di colpirti dritto al cuore senza neanche sapere perché. Una voce che si conferma graffiante ma gentile che non fa mai attendere all’ascoltatore quel brivido che fa scendere una lacrima. Al primo ascolto non tradisce. VOTO 8

 

Ghali con Casa mia: Piace al pubblico perchè parla di pace, di uguaglianza: “Casa mia, casa tua, che differenza c’è” poi segue “Ma, come fate a dire che qui è tutto normale, Per tracciare un confine, Con linee immaginarie bombardate un ospedale, Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane, Non c’è mai pace”. Che altro aggiungere? Un testo semplice come la pace che inneggia. VOTO 7½

 

Negramaro con Ricominciamo tutto: Vent’anni di carriera per i big salentini che conquistano l’Ariston con un look in total black per uno spettacolo tutto da ascoltare con una coreografia delle luci in stile sbarco alieno. Nel testo ci è piaciuto molto il tributo a Battisti. La voce di Giuliano Sangiorgi si conferma una delle più particolari della musica italiana. VOTO 8

 

Annalisa con Sinceramente: Look minimal inconfondibile per una voce sempre pulita ed energica in ogni sfumatura. Il ritmo di Sinceramente è incalzante e, per usare un gioco di parole, sinceramente si viene rapiti da una gestualità ferma ma ipnotica. Fa venire voglia di ballare. Voto 8+

 

Mahmood con Tuta gold: Dopo i successi e le vittorie nelle edizioni precedenti, quasi non lo riconoscevamo per questo cambio di look dal sapore retrò in nero totale illuminato solo dalle luci – gold – della scenografia. Ritmo arabo e quella filastrocca alla quale ci ha abituato che sarà il nuovo tormentone. Voto 7 ½

 

Diodato con Ti muovi: Vincitore di Sanremo 2020, Diodato canta “Ti muovi” ed è un crescendo di emozioni. Questa storia d’amore sembra il sequel di “Fai Rumore”. Unica stonatura la coreografia dei ballerini che a tratti pare un po’ troppo slegata dal tempo musicale ma alla fine per il senso che vuole trasmettere, ci sta. Voto 8-

 

Loredana Bertè con Pazza: L’esibizione della signora del rock italiano l’attendevamo proprio. Il ritmo è il suo, la carica anche, la mini minigonna a cui ci aveva abituati adesso è diventata solo il merletto della maglia e, diciamola tutta, ha due gambe che se lo può permettere! La voce stavolta però non è ruvida come tempo addietro ma è ben pulita, armoniosa, radiofonica! Porta sul paco l’emancipazione di chi è sicuro di sé! Per noi VOTO 9

 

Geolier con I p’ me, tu p’ te: Debutto al 74esimo Festival per questo rapper classe 2000 che sfida il pubblico dell’Ariston con un brano in dialetto napoletano stretto. Non sono mancate le critiche che hanno definito il testo “incomprensibile” ed in effetti per chi non è partenopeo è proprio difficile da capire. La musica è molto orecchiabile per questa canzone che parla d’amore VOTO 6

 

Alessandra Amoroso con Fino a Qui: Racconta la sua vita in questo brano che esplode dal primo ritornello con una musicalità trascinante. Vittima di odio social, la cantante ha ritrovato il coraggio di gridare a gran voce le difficoltà di tutti i giorni e la forza di rialzarsi e andare avanti. Una ballata toccante. VOTO  8

 

The Kolors con Un ragazzo una ragazza: Seconda partecipazione all’Ariston per questa band che porta in scena un brano ballabile destinato a diventare uno dei tormentoni di quest’anno come per Italodisco.  VOTO 7 ½

 

Angelina Mango con La noia: Sicuramente la più attesa delle novità di questa edizione, Angelina Mango lancia sull’Ariston la sua cumbia e non delude. Un brano che già è ascoltatissimo dal pubblico che gli perdona anche la ridondanza rafforzativa del riff, “A me mi”, così come fatto per Vasco Rossi e Jovanotti. I colori scelti per i vestiti spengono un po’ la sua energia. Per lei VOTO 8+

 

Il Volo con Capolavoro: I tre ragazzi de Il Volo ci parlano d’amore, quello romantico capace di “dare un senso” e rendere la vita un “capolavoro”. Doti canore indiscutibili, la musicalità di questa canzone ci porta come sempre tra la lirica e quella melodica italiana che piacce in tutto il mondo. VOTO 7½

 

BigMama con La rabbia non ti basta: Il palco si veste di colore ed energia per la coreografia di questa cantante dalla voce piena ma delicata. Il messaggio è importante: “credere nei propri sogni salva”. Coraggiosa, trattiene l’emozione ma alla fine si veste di fragilità: ci è piaciuta la dedica ai genitori nella prima esibizione. VOTO 7-

 

Ricchi e Poveri con Ma non tutta la vita: Ci può essere un Festival senza di loro? Di prima, si presentano al pubblico avvolti in un grande fiocco rosso. L’energia è quella di sempre: si balla, sarà un tormentone! È palese la differenza generazionale con i cantanti più giovani: affrontano la vita con quell’impeto tipico di una generazione che si è rimboccata le maniche! VOTO 8

 

Emma Marrone con Apnea: Elegante, sorridente e sicura, Emma conquista il palco con un ritmo pulsante e travolgente da disco. Le interruzioni ritmiche ricordano proprio un’apnea. Tanta energia. VOTO 8-

 

Renga e Nek con Pazzo di te: Due talenti della musica italiana, due voci armonizzate egregiamente che ci parlano d’amore, quello romantico, quello che fa battere il cuore, così, semplicemente! C’è tutto: melodia, interpretazione, sentimenti, testo, voci. VOTO 8

 

Mr.Rain con Due altalene: Al pianoforte, Mr Rain incanta il pubblico con la sua proverbiale delicatezza ed empatia nel raccontare le storie della vita, anche quelle più dure. Due altalene è una ballad profonda che lascia il segno. VOTO 8 ½

 

Bnkr44 con Governo punk: Cinque ragazzi, cinque outfit diversi ma in compenso c’è tanta energia ed entusiasmo in questi ventenni alla loro prima esibizione nell’Ariston. Come tutti i ragazzi portano la loro ventata di aria fresca mentre raccontano la loro realtà, il loro punto di vista. Eccessivamente scoordinati per essere una vera boyband. Per loro VOTO 6½

 

Gazzelle con Tutto qui: Sportivo ma in nero, su alcune sfumatura vocali Flavio ci ha ricordato Bennato quello melodico dell’Isola che non c’è in Peter Pan perché anche lui ci parla di sogni in questa canzone d’amore. Delicato e riservato, colpisce dritto al cuore. VOTO 7 ½

 

Dargen D’Amico con Onda alta: Entra nella scena martedì passato con tanti, tantissimi orsetti degni di un sequel di Paddington e poi attacca il ritmo senza mezzi termini, questo è Dargen D’Amico nel 74esimo Festival. Ritmo pompato che nelle prime battute: un testo profetico? VOTO 7-

 

Rose Villain con Click boom! Due canzoni in una: parte ballad e finisce dance. All’inizio spiazza ma a risentirla, il ritornello convince e arriva nella testa boom. Il look ci piace meno: l’azzurro dei capelli spegne eccessivamente la sua figura prorompente. Voto 7½

Santi Francesi con L’amore in bocca.  C’è la voce  l’interpretazione, c’è il testo e anche la musica, c’è anche stile che non guasta, anzi. Non temono il palco dell’Ariston e sanno calcarlo molto bene. Una canzone dolce ma potente. VOTO 8-

Fred De Palma con Il cielo non ci vuole Grande ritmo per questo pezzo coinvolgente e non banale. Avete letto il testo? Sembra una poesia. In radio e in disco, andrà in loop. Voto 8

Maninni con Spettacolare  Questo ragazzo di 26 anni ci parla di amore con un brano che convince e coinvolge. Voce pulita, elegante per una canzone che esplode dalle prime battute di bacchetta. Canta l’amore vero, rimane in testa. VOTO 8½

Alfa con Vai! Musica orecchiabile e sbarazzina, per un testo non eccessivamente profondo ma pieno indubbiamente di gioia. Per lui VOTO 7

 

Il Tre con Fragili Un bel pezzo che funziona anche in radio e, caspita, che fiato ci vuole per cantare anche il sound rap, si sente che ha lavorato duro. Ci è piaciuta anche l’esibizione. Per lui VOTO 8

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