ILDEGARDA DA BINDEN: LA MISTICA TEDESCA

ILDEGARDA DA BINDEN: LA MISTICA TEDESCA

Una vita passata nel dialogo continuo con Dio. Una vita spesa per l’evoluzione dell’umanità. Scopriamo questo personaggio che ha lasciato una grande eredità al mondo.

Ildegarda da Binden (1098-1179) è stata una monaca cristiana tedesca, mistica e profetessa, e per volere di Benedetto XVI Dottore della chiesa cattolica dal 2012. Pur non avendo ricevuto nessuna istruzione (dalla quale le donne del suo tempo erano escluse), seppe indagare i misteri dell’uomo e dell’universo e lasciò una ricca collezione di scritti sui più disparati argomenti: medicina, teologia, cosmologia, botanica, filosofia, letteratura. Parlò di cose che all’epoca non avevano neanche un nome, come la psicologia. Come fece? La risposta può essere trovata nelle sue stesse parole, raccolte da Gilberto di Gembloux (1124-1213), abate benedettino che ricordiamo come biografo della Santa. Queste sono le parole di Ildegarda, pronunciate per spiegare le sue abilità e conoscenze: “Io non vedo con gli occhi né ascolto con le orecchie. Le mie visioni arrivano direttamente dall’anima, mentre sono ad occhi aperti. Eppure non vivo uno stato di estasi e non perdo coscienza ma durante le mie visioni, sia di giorno sia di notte, rimango desta. La luce che vedo non è legata allo spazio. È molto più luminosa di una nuvola che contiene in sé il sole”.

Ildegarda era una mistica visionaria, e le sue conoscenze le giungevano dalle sue stesse visioni, come ribadisce in una lettera a San Bernardo da Chiaravalle del 1146: “Io sono un essere senza istruzione, e non so nulla delle cose del mondo esteriore, ma è interiormente nella mia anima che sono istruita.”

Le visioni di Ildegarda iniziarono all’età di 8 anni ma fu solo quando la monaca aveva circa 40 anni che cominciò a metterle per iscritto. Guaritrice celebrata in tutto l’occidente, infaticabile missionaria, compì numerosi viaggi di evangelizzazione in Europa. Spesso in contrasto con la chiusura della Chiesa, preferendo una predicazione aperta verso l’esterno, ci ha lasciato un’eredità di dedizione e passione, di fiducia e modernità raramente raggiunta da altri nel corso della storia umana. Tra la vastità dei concetti elaborati dalle sue visioni, Ildegarda ci ha donato il metodo più antico e prezioso per rifornire la nostra esistenza di forza spirituale: l’amore incondizionato, ossia quel sentimento che lascia all’altro la libertà di scegliere il proprio cammino anche se questo significa sacrificare il nostro libero arbitrio, laddove sacrificare non significa “fare sacrifici” ma rendere,  attraverso l’amore, sacra la nostra vita. Questo conduce, nella visione della Santa, all’allineamento dell’uomo con le diverse componenti interne ed esterne: corpo, spirito, anima, natura, cosmo, e dunque alla piena celebrazione della viridas, la forza vitale che permea tutta la creazione. 

Come affermava “L’amore inonda il tutto!”.

La medicina di Ildegarda è una medicina dell’anima e il suo scopo è per ognuno di noi la piena realizzazione del sé, e l’accettazione consapevole delle nostre forze e delle nostre debolezze. E in questa consapevolezza, l’uomo comprende che i sintomi fisici sono, spesso, esternazioni di cause spirituali. Sul piano pratica, la Santa ci ha lasciato le così dette Sei regole di vita:

1. Ricavare energia vitale dai quattro elementi (fuoco, aria, acqua, terra) attraverso un rapporto diretto con la natura e le sue capacità curative;

2. Nutrirsi per fornire al corpo la forza necessaria, evitando i cibi dannosi o inutili;

3. Armonizzare il lavoro e il riposo (l’attività e l’inattività, l’azione e la staso);

4. Regolare le fasi di veglia e di sonno (dando importanza alla vita onirica);

5. Favorire l’espulsione di impurità e sostanze nocive dai tessuti;

6 . Stabilizzare le nostre forze di difesa spirituale ossia riconoscere i vizi e le nostre virtù per vivere in equilibrio.

A questo proposito dell’ultima regola, Ildegarda ha compilato una lista delle forze di difesa spirituale a nostra disposizione, organizzate in coppie (forza negativa o “che ammala”, e forza positiva o “che guarisce”) attraverso le quali possiamo guardare la nostra vita e comprendere come bilanciare la nostra natura. Clicca qui e scarica la lista.

Agli occhi di noi contemporanei, che spesso tendiamo a separare i concetti dal contesto storico-sociale nel quale nascono, le idee di Ildegarda possono apparire come “cose risapute”. In realtà sono idee, visioni, rivoluzionarie dalle quali molte delle correnti spirituali, new age e naturalistiche odierne derivano, più o meno consapevolmente.

La domanda che sarebbe bene porsi è: ho sentito queste cose, riconosco una loro utilità per il mio benessere ma le metto veramente in pratica? Mi vengono in mente le parole di Yogi Ramacharaka: “[…] i figli di Dio si divertono in vari culti, ma Egli li tratta come tutti uguali [.] La forza sottostante alle varie forme terapeutiche deve essere unica: le diverse teorie sono incidentali nell’uso della grande forza sanatrice della natura”. Qualsiasi disciplina si scelga di abbracciare porterà dei risultati nel nostro cammino di evoluzione, l’importante è fare senza condizionamenti, con consapevolezza e amore. Questo sembra essere il messaggio dei grandi saggi.

Moreno Stracci

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