La cultura hipster e la moda contemporanea

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Nelle ultime decadi, è emersa una sottocultura che sfida le norme di comportamento convenzionali e che ha anche lasciato un segno indelebile nel panorama globale della moda. Gli hipster, termine inizialmente associato a movimenti controculturali, hanno influenzato significativamente il modo in cui le persone percepiscono e si impegnano nella moda a livello mondiale. Scopriamo in che modo.

Il termine “hipster” ha avuto origine nella metà del XX secolo, descrivendo inizialmente un gruppo di giovani individui non conformisti che rifiutavano la cultura dominante e che, appassionati di jazz, emulavano la moda e lo stile di vita dei musicisti afroamericani. Tuttavia, nei primi anni del XXI secolo, il termine ha subito una trasformazione, rappresentando una sottocultura abbracciata da giovani dei ceti medi residenti in aree emergenti, il cui stile distintivo, gli interessi artistici e la preferenza per l’eclettico e l’innovativo, li pongono in contrasto con la cultura dominante.

La moda hipster è una fusione di elementi vintage, bohemien e indie. Le caratteristiche principali includono abiti provenienti da mercatini e negozi di seconda mano, accessori eccentrici e un’enfasi sull’individualità. Il rifiuto della moda di massa e convenzionale a favore di articoli unici e spesso di riciclo è un aspetto distintivo dell’estetica hipster.

 

Ciò che è iniziato come una sottocultura localizzata in centri urbani come Brooklyn e Portland ha rapidamente oltrepassato i confini geografici. L’avvento dei social media ha svolto un ruolo fondamentale nella diffusione globale delle tendenze della moda hipster. Instagram, Tumblr e Pinterest sono diventati piattaforme dove gli hipster mostrano il loro stile, ispirando individui simili in tutto il mondo. Di conseguenza, ciò che ha avuto inizio come un movimento controculturale si è evoluto in un fenomeno globale.

Gli hipster hanno giocato un ruolo significativo nel rendere popolare lo shopping vintage e dei capi di seconda mano, a richiamare da una parte il rifiuto per le tendenze mutevoli della moda e dall’altra il desiderio per oggetti unici e con una storia da raccontare: magliette vintage delle band, camicie di flanella, jeans a vita alta, scarpe da ginnastica retrò, e ancora mocassini, gonne corte, felpe senza cappuccio, occhiali enormi, capi oversize sono diventati tutti elementi essenziali del loro guardaroba, e questo ha influenzato in modo significativo la direzione della moda globale.

In contrasto con la moda di massa e standardizzata, gli hipster hanno sostenuto oggetti artigianali e fatti a mano. Questa preferenza per prodotti unici si è estesa oltre l’abbigliamento anche a accessori, gioielli e persino decorazioni per la casa. L’accento posto sul supporto agli artigiani locali e alle piccole imprese ha contribuito a una riflessione sul consumismo e a un cambiamento nelle attitudini dei consumatori verso scelte di moda consapevoli e sostenibili.

L’influenza hipster si è allargata oltre l’abbigliamento includendo anche le nuove tendenze di grooming, ossia della cura del proprio aspetto: tra le tante, basti ricordare la crescente popolarità dei baffi e della barba lunga, e il ritorno a pettinature vintage, pratiche che hanno messo in discussione l’estetica dell’aspetto “ordinato”.

Con l’aumentare della popolarità della moda hipster, numerosi marchi hanno prestato attenzione alle nuove tendenze e hanno iniziato a incorporare elementi dell’estetica vintage nei loro design. Case di moda di alta gamma hanno iniziato a produrre denim strappato, collezioni ispirate alla moda del passato e accessori artigianali. Questa integrazione di elementi hipster nella moda mainstream ha segnato una rottura con la tradizionale separazione tra cultura dominante e controcultura.

Nonostante la sua influenza, o forse proprio per questa, la cultura hipster non è stata immune da critiche. Alcuni sostengono che l’estetica hipster si sia commercializzata, perdendo il suo originale spirito ribelle e anticonformista. Inoltre, sono state sollevate accuse di appropriazione culturale e di elitismo contro alcuni dei suoi aspetti.

L’influenza degli hipster sulle tendenze globali della moda è innegabile. Dalla rinascita degli stili vintage alla promozione di beni sostenibili e artigianali, la cultura hipster ha lasciato un impatto duraturo su come le persone affrontano oggi la moda. Sebbene il termine “hipster” possa aver subito evoluzioni e, in alcuni contesti, essere caduto in disuso, il suo lascito persiste nell’adozione di stili un tempo considerati alternativi e inopportuni dalla cultura dominante. Il movimento hipster ha dimostrato che la moda non riguarda solo l’abbigliamento ma è un potente mezzo di espressione culturale e di guida del cambiamento sociale. Mentre navighiamo nel paesaggio in continua evoluzione dello stile, la sua influenza ormai duratura continua a plasmare il modo in cui ci vestiamo e percepiamo la moda a livello globale.

Fabio Franzoni

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