Meditare con gli incensi: il palo santo

Meditare con gli incensi: il palo santo

Se vogliamo meditare, per connetterci con il nostro io, parlare con le nostre guide spirituali o magari anche solo per rilassarci, è essenziale entrare in uno stato di tranquillità trascendentale, e per farlo al meglio possiamo usufruire di qualche aiuto dato direttamente dalla natura: pietre e incensi sono indubbiamente nostri alleati, non perché siano essenziali nella meditazione, che si può svolgere ovviamente anche senza nulla di tutto ciò, ma perché aiutano innanzitutto la nostra mente, e poi la nostra anima, ad entrare nell’atmosfera giusta. 

Soprattutto l’uso di incensi e resine risulta molto utile, in quanto gli odori ci accompagnano durante tutto il rilassamento. E se dovessimo dare un odore alla meditazione, difficilmente potremmo pensare qualcosa che non sia il palo santo.

IL PALO SANTO: IL PROFUMO DELLA MAGIA

Il palo santo, o Bursera graveolens, è un albero tipico dell’America centro-meridionale da cui si ottengono dei bastoncini di incenso, una tipologia molto usata in rituali sciamanici poiché utile alla purificazione di ambienti (impedisce l’ingresso di entità negative) e persone. Si dice che, se accendiamo un bastoncino di palo santo in casa e qualche ospite ne è infastidito o inizia a tossire, sia una persona con basse energie. Un albero con queste caratteristiche non poteva che chiamarsi “legno sacro”, abbinato al fatto che, secondo la tradizione, fiorisce proprio il giorno di Natale. 

Particolare è anche la modalità di raccolta: la pianta, che spesso si innalza fino a 20 metri, viene lasciata vivere secondo natura. Quando l’albero muore per cause naturali, dopo una vita che in media si aggira intorno ai 90 anni, viene lasciato a terra per almeno altri 3 anni, tempo in cui si caricherà delle sue virtù. A livello biologico, il contatto con il terreno porta alla formazione di muffe e funghi, che conferiscono il caratteristico odore al legno. 

A causa della sua origine, alcuni sostengono che sia poco etico importarlo ma bisogna certo prendere in considerazione che le sue proprietà sono uniche nel suo genere, e che, come ogni cosa, utilizzarlo con parsimonia e senza abusarne non rappresenta una minaccia per i suoi luoghi di origine.

A presto, Eileen

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