Amare il proprio corpo: la parola all’esperto

Amare il proprio corpo: la parola all’esperto

È indubbio che la nostra felicità dipenda dalla percezione che di noi stessi abbiamo e proiettiamo nel mondo, e questo necessariamente passa per il nostro corpo, per il rapporto che con esso stabiliamo. La definizione di tale rapporto non può e non deve basarsi su canoni estetici, frutto di mode passeggere, ma sull’autostima da costruire con cura giorno dopo giorno.

Come tante cose che si imparano nella vita una certamente “liberatoria” è quella di fare la pace con il nostro corpo. La tv, le sfilate di moda, il market sui costumi continuano a propinare corpi uniformi nei loro difetti. Perché in realtà i difetti con cui familiarizziamo sono diventati omologati. È vero che ciò che di un corpo ci infastidisce è il diverso, e osservare corpi diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati. 

Per imparare ad amare il nostro corpo, sarebbe importante familiarizzare con quelle che sono le nostre nudità e quelle degli altri. Quando ci si spoglia e ci si guarda nello specchio, accade qualcosa di magico. Dopo un po’ riusciamo ad accettarlo. Per imparare a prenderci cura del nostro corpo dobbiamo diventare i “genitori di noi stessi” e per fare dei cambiamenti dovremmo seguire un percorso psicoterapeutico per acquisire e sviluppare quelle capacità di autocontrollo che aiutano a fare cambiamenti psicologici.

Cambiamenti che andranno ad influenzare il nostro modo di porci nel mondo e la nostra modalità di prenderci cura del corpo. Tutto nasce dalla psiche, non a caso i latini dicevano mens sana in corpore sano. Il nostro corpo è il risultato di un insieme di aspetti che influenzano il nostro modo di prendercene cura; per esempio sappiamo che un certo numero di ore di sonno influenza la produzione di alcuni neurotrasmettitori e il nostro tipo di attivazione giornaliera che a sua volta determina, durante l’ora di pranzo, o una fame salutare o una fame nervosa. Le scelte salutari che ogni giorno siamo chiamati a fare e non a subire sono quello che fa la differenza tra il crederci capaci di fare dei cambiamenti o il credersi impotenti su qualcosa che in realtà si impara a gestire. Accettiamo e amiamo il nostro corpo e cambiamo quello che non ci piace, perché no! A patto, però, che questo desiderio di cambiamento venga da noi stessi e non da un’imposizione o un condizionamento che ci arriva dall’esterno.

 

dott.ssa Elena Botti, Psicologa Psicoterapeuta

© Riproduzione riservata

 

Photo Credits: 

Foto di Victoria_Regen 

Foto di Alexandr Ivanov 

QUIA MAGAZINE CLUB   Pubblicato l'articolo: Bill Traylor: un outsider dell'arte americana  -  QUIA MAGAZINE sfoglia la rivista -  pubbicato il focus su L'amore di Dante per Beatrice nella lettura di un sonetto della Vita Nova - pubblicata la terza unità del Corso base di Scrittura Giornalistica - pubblicato l'articolo Oltre la tela: la Lowbrow Art -  pubblicato il podcast Shakespeare, il mistero della sua scrittura  -   pubblicata la terza parte dell'audiolibro "La contessa d'Amalfi" di Gabriele D'Annunzio